Pd sotto al 38 per cento, Forza Italia sotto al 14, Cinque Stelle sotto al 19. Matteo Salvini e Maurizio Landini rispettivamente terzo e quarto leader politico per popolarità. Se la tendenza in calo delle tre principali forze politiche non stupisce, secondo il sondaggio Ixè per Agorà (Rai3) continua la crescita di alcuni outsider. Quello che comunque si sta confermando settimana dopo settimana è uno schema con 4 partiti che riescono ad andare in doppia cifra e il ruolo quasi di rappresentanza di tutti gli altri: da Sel a Fratelli d’Italia, passando per gli alleati di governo di Matteo Renzi del Nuovo Centrodestra (che a oggi non riuscirebbe a entrare in Parlamento).

Il Pd cala rispetto alla scorsa settimana: -0,6%, dal 38,1 al 37,5. Voti che in buona parte restano comunque nel campo del centrosinistra, visto che Sel passa dal 3,4 al 3,8 (+0,4). L’intero centrosinistra arriverebbe, secondo Ixè, al 41,6. Dato che vale fino a un certo punto, visto che l’idea per l’Italicum è di dare il premio di maggioranza alla prima lista e non alla coalizione (e quindi le alleanze sono disincentivate).

In flessione anche Forza Italia (-0,2%) che ora è separato da meno di due punti percentuali dalla Lega Nord (12,1, aumento record della settimana dello 0,9%). Un fenomeno già registrato anche da altri istituti di rilevazione, alcuni dei quali danno il Carroccio addirittura al terzo posto. Ma nel centrodestra a dover essere preoccupati dovrebbero essere i partiti più piccoli. Nessuno tra Fratelli d’Italia, Udc e Nuovo Centrodestra raggiungerebbe oggi la soglia di sbarramento del 3%. Il partito di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa è al 2,2 (-0,4%), i centristi sono dati all’1,7 (+0,3), Alfano e i suoi non andrebbero oltre il 2,1 (dal 2,3 della scorsa settimana). Il centrodestra prenderebbe in tutto il 32,4%.

Poi i partiti fuori dalle coalizioni (per come le abbiamo conosciute finora). Quindi il Movimento Cinque Stelle è sostanzialmente stabile al 18,5 (dal 18,6), poi restano le briciole: Rifondazione comunista al 2, Italia dei Valori 0,2, Azione Civile-Verdi 0,9, Radicali 0,5. Ixè ha anche proposto una domanda specifica per “indagare” l’area dell’astensione. Quelli che difficilmente si recherebbero alle urne oggi sono intorno al 20%: ha risposto “sicuramente non andrò a votare” il 13,8%, “una lontana possibilità” 5,9, “qualche possibilità anche se lontana” 1,8. Coloro che invece dicono che c’è almeno una discreta possibilità di esprimere la propria preferenza al seggio sono oltre il 65%. In generale il 48,7% ha risposto che voterà sicuramente.

La fiducia nel governo, secondo Ixè, è al 37% contro il 45% degli intervistati che rispondere di avere poca fiducia e il 18 che risponde “nessuna”. E infine i leader. Renzi è al 39% di popolarità, Napolitano è al 38, Salvini terzo al 27. Segue il leader della Fiom Landini a 19 che precede Berlusconi e Grillo (entrambi al 15) e Alfano (13).

Sondaggio Swg, Lega +1,2 in una settimana
Per quanto riguarda i partiti tendenze analoghe emergono dall’analisi di Swg. Pd al 37% (-0,3 rispetto alla settimana scorsa), M5s al 19,4 (+0,4), Forza Italia al 15,1 (dal 14,6). Chi guadagna più di tutti è ancora la Lega Nord: 12%, con un +1,2% rispetto alla settimana scorsa. Calano Ncd (dal 3,8 al 3,5%) e Fratelli d’Italia (dal 3,5 al 3,1%). Stabile Sel al 2,9%.

Sondaggio Lorien, Franceschini il ministro più credibile
Per finire il sondaggio sui ministri del governo Renzi condotto da Lorien Consulting per Italia Oggi. Importante anche alla luce dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica visto che alcuni ministri vengono dati nella rosa di candidabili al Quirinale. E, per dirne uno, Dario Franceschini, titolare dei Beni culturali, viene ritenuto il ministro più credibile (38%), quasi a pari merito con il capo del Viminale Angelino Alfano (37%) che però è in assoluto il membro di governo più conosciuto dai cittadini (96%). Al terzo posto di questo indice di credibilità si colloca il titolare di Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi (35%), seguito dal ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin (34%). In coda alla classifica ci sono il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e il ministro agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, entrambi con l’11%. Male anche il responsabile delle Politiche agricole Maurizio Martina (11%). Poco più su i ministri della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (14%), e dello Sviluppo economico, Federica Guidi (14%). Col 30% Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme, è più credibile e popolare del titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, al 29%. Salito di dieci punti in un mese l’indice del Guardasigilli Andrea Orlando (23%). Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha guadagnato 8 punti risalendo dal fondo della graduatoria al 17%. Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, ha perso 10 punti, al 19%. Trend esattamente opposto per la titolare della Difesa Roberta Pinotti, salita al 19%.