Una proposta italiana per la soluzione della vicenda dei Marò è “in fase di studio” da parte del governo indiano. Il ministro degli Esteri di New Delhi, Sushma Swaraj, dichiara che le procedure di valutazione stanno procedendo con “spirito positivo“. “Le relazioni fra Italia ed India – dice – sono molto buone, per cui lo spirito non può essere negativo, ma positivo”. La notizia rappresenta un passo avanti nel dialogo per la liberazione dei due fucilieri di Marina che dal 2012 si trovano in India accusati dell’uccisione di un pescatore nelle acque del Kerala.

Non sono ancora stati diffusi i particolari della proposta che il governo italiano avrebbe inviato all’India, anche se, nei giorni scorsi, è stato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a parlare della possibilità di attivare la procedura per l’arbitrato internazionale, dopo il rifiuto della Corte suprema indiana di attenuare la libertà vigilata, respingendo quindi le istanze dei due Fucilieri del San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Non è un’ipotesi da escludere”, aveva dichiarato lo stesso Gentiloni.

Due rappresentanti del partito Comunista indiano alla Camera alta avevano presentato al governo un’interrogazione sul caso dei militari italiani nella quale si chiedeva “se è un fatto che il governo italiano ha cercato una soluzione consensuale alla vicenda da tempo in sospeso dei due militari italiani accusati di omicidio di due pescatori indiani nel 2012 al largo delle coste del Kerala”. I due politici chiedevano anche di essere aggiornati sullo stato del ” caso oggi e su quale sia la reazione del governo indiano alla proposta del governo italiano su di esso”. Nella risposta scritta che Swaraj ha inviato al Parlamento, il ministro conferma l’esistenza di una proposta di soluzione consensuale da parte dell’Italia e che questa “è all’esame del governo” indiano.

Nessuna previsione, però, sui tempi necessari per arrivare a una risposta da dare al ministro degli Esteri Gentiloni: Swaraj ha detto di “non poter prevedere quanto tempo prenderà questo esame” ricordando comunque che la vicenda “è attualmente nelle mani della Corte Suprema”.