Niente nuove assunzioni per il parco del Gran Paradiso e addio all’albo unico dei consulenti finanziari. Sono tra le poche proposte di modifica concordate in commissione Bilancio a palazzo Madama e non approdate nel maxiemendamento del governo presentato in aula a tarda ora dopo un pomeriggio di continui rinvii, tra le proteste dell’opposizione e le critiche di alcune frange della maggioranza. Il testo, su cui il Senato è chiamato a votare la fiducia alle 2 di venerdì notte, recepisce alla fine quasi tutti gli emendamenti votati in commissione. Dal fondo per l’acquisto del nuovo superfarmaco contro l’epatite C, che scende però da 1,5 a un miliardo, al congelamento della Tasi e del canone Rai per il 2015 al credito d’imposta Irap anche per gli autonomi e le società senza dipendenti. Dagli sconti fiscali per i fondi pensione e le casse di previdenza all’anticipo della gara per l’aggiudicazione del gioco del Lotto. Fino ai 535 milioni che lo Stato verserà a Poste italiane e alla norma “salva 007″ sulle armi sceniche, che era stata dichiarata inammissibile. Ecco le novità principali rispetto al testo uscito dalla Camera a fine novembre.

Il tetto alla Tasi e al canone – Viene prorogato al prossimo anno il tetto massimo del 2,5 per mille per la tassa sui servizi indivisibili che grava sulla prima casa. In questo modo viene scongiurata la possibilità che i Comuni possano aumentare l’aliquota Tasi fino 6 per mille. E anche il canone Rai – la cui riforma, con eventuale inserimento nella bolletta elettrica, è rinviata a data da destinarsi – nel 2015 sarà congelato nel 2015. Si pagherà lo stesso importo versato quest’anno.

Sgravi Irap per chi non ha dipendenti e regime dei minimi più ampio per i freelance – Arriva un credito di imposta del 10% sull’Irap per le società con zero dipendenti e i lavoratori autonomi, soggetti che per ovvi motivi non beneficeranno della deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile, uno dei pilastri della Stabilità renziana. Come è noto, a fronte di quello sgravio il governo ha deciso di ripristinare con effetto retroattivo le aliquote che il decreto Irpef dello scorso aprile aveva ridotto del 10 per cento. Di conseguenza professionisti, artigiani,commercianti e piccole imprese senza dipendenti avrebbero subìto un rincaro senza godere del vantaggio. I freelance potranno accedere al regime dei ‘minimi’ per i redditi cumulati fino a 20.000 euro.

Dipendenti delle Province salvi solo fino al 2017 – Dopo la mobilitazione degli ultimi giorni e le proteste dei sindacati, i lavoratori delle Province incassano il ricollocamento in altri uffici pubblici di Comuni e Regioni per i primi due anni, ma poi, dal 2017, scatteranno le procedure di mobilità.

Credito di imposta per casse di previdenza e fondi pensione – Anche le casse di previdenza e i fondi pensione, che subiranno un aumento dell’aliquota di tassazione rispettivamente dal 20 al 26% e dall’11,5 al 20%, avranno diritto a un credito di imposta a condizione che investano “in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine individuate con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze”. La norma punta a sterilizzare, in parte, l’incremento della tassazione, favorendo al tempo stesso gli investimenti nell’economia reale.

535 milioni a Poste e vendita della rete elettrica di Fs e Terna – Il gruppo pubblico guidato da Francesco Caio incasserà 535 milioni di crediti vantati nei confronti dello Stato italiano. Il rimborso è stato disposto dal Tribunale dell’Unione europea, secondo il quale che i soldi che nel 2008 le Poste avevano dovuto restituire al Tesoro perché giudicati aiuti di Stato non lo erano e l’azienda ha diritto a riaverli. Sono poi previste misure di “razionalizzazione del servizio”: per esempio la posta tradizionale potrà essere consegnata solo a giorni alterni e con frequenze differenziate a seconda dell’area geografica. La rete elettrica di proprietà del gruppo Fs finirà in pancia alla partecipata pubblica Terna, che già gestisce la maggior parte della rete nazionale.

Anticipo della gara per il Lotto – La gara per l’affidamento del gioco del Lotto viene anticipata dal 2016 all’anno prossimo. Il gettito previsto è di 750 milioni in quattro anni, 350 dei quali il primo anno.

Meno tagli a patronati e fondo per i contratti aziendali – Il taglio delle risorse per i patronati viene ridotto a 35 milioni di euro. La riduzione, inizialmente fissata a 150 milioni, era scesa a 75 alla Camera ed è stata ulteriormente ritoccata. Si riduce poi a 208 milioni di euro, dai 283 previsti durante il passaggio alla Camera, la sforbiciata alle risorse da destinare agli sgravi contributivi per la contrattazione di secondo livello legata alla produttività.

Salve le armi di scena – Inserita e poi ritirata, rispunta nel maxiemendamento la norma che rimanda al 31 dicembre 2015 il termine entro il quale le armi da fuoco per uso scenico dovranno essere sottoposte a verifica del Banco nazionale di prova a spese di chi le utilizza. Nei mesi scorsi l’Associazione nazionale industrie cinematografiche (Anica) aveva lanciato l’allarme sul “rischio paralisi” per le riprese di film e fiction se le nuove norme non fossero state modificate. E la previsione avrebbe messo a repentaglio il set romano del nuovo capitolo della saga di 007.

Restano diverse “norme marchetta” criticate dai 5 Stelle – Nonostante le critiche dei pentastellati a quelli che hanno definito “emendamenti marchetta”, diverse proposte di modifica microsettoriali, territoriali o “ad aziendam” restano nel maxiemendamento. Per esempio Sergio Chiamparino, già governatore del Piemonte, diventa il “commissario di se stesso”. Sale poi dal 10 al 22% l’Iva applicata sui pellet in legno (il combustibile ricavato da segnatura), per i Cinque Stelle “un favore all’Eni e alle varie multiutility”.