E’ stato un Vladimir Putin-show quello andato in onda in diretta tv, radio e internet dal centro congressi del World Trade Center di Mosca. Alle prese con una fortissima crisi economica aggravata dalla caduta del rublo, il presidente russo ha tenuto la sua tradizionale conferenza annuale di fronte a 1.259 giornalisti, di cui oltre 200 stranieri, . “Abbiamo le risorse sufficienti per affrontare la crisi, il ritorno alla crescita è inevitabile, nel peggiore dei casi ci vorranno 2 anni”, ha detto Putin per rassicurare l’opinione pubblica. Nel frattempo il Paese deve diversificare la sua economia, ha ammonito il capo del Cremlino, che ha difeso l’operato della Banca centrale e del governo finiti nel mirino dell’opposizione per la crisi valutaria che sta mettendo in ginocchio il Paese: “Ci sono interrogativi sul governo e sulla banca centrale relativi alla tempestività, alla qualità delle misure, ma parlando in generale le azioni sono assolutamente adeguate e nella direzione giusta”.

Il messaggio da mandare all’opinione pubblica dev’essere improntato all’ottimismo, i russi hanno bisogno di essere rincuorati: il Paese è alle prese con una crisi profonda, ma le riserve valutarie russe sono sufficienti a mantenere l’economia in condizioni stabili, ma ha sottolineato che la Banca centrale non deve “bruciare” senza scopo le sue riserve che attualmente ammontano a 419 miliardi di dollari”.

“La crisi in Russia è il risultato dell’annessione della Crimea?”, domanda un giornalista. “No, del desiderio dei russi di difendere la loro sovranità”, ha risposto Putin, secondo cui l’Occidente vuole che “l’orso stia seduto tranquillamente e mangi il miele ma tentano di metterlo in catene, di togliergli i denti e gli artigli e impagliarlo“. “Abbiamo cercato di aprirci all’Occidente, ma siamo stati respinti”, ha affermato ancora Putin citando, oltre a quanto accaduto in Russia dopo il crollo dell’Unione sovietica, il sostegno dell’occidente al terrorismo nel Caucaso, “lo sforzo senza precedenti” messo in atto contro i preparativi dei giochi olimpici di Sochi. Così in Europa “il muro di Berlino è crollato, ma si costruiscono nuovi muri nonostante i nostri tentativi di collaborare. L’espansione della Nato non è forse un muro, un muro virtuale? I nostri partner si credono un impero, ci vogliono vassalli”.

La crisi economica in Russia è “il prezzo della Crimea?”. “No – ha risposto seccamente Putin – è il prezzo per il naturale desiderio di sopravvivere come nazione”. Le sanzioni occidentali “sono responsabili della crisi economica russa per il 25-30%”.

Romano Prodi incontrerà il leader del Cremlino Vladimir Putin e il ministro degli esteri Serghiei Lavrov a porte chiuse e non sono previsti punti stampa, secondo quanto si è appreso da fonti russe. Né il ministero, né il Cremlino hanno annunciato la visita e tanto meno il tema dei colloqui. Le stesse fonti, però, ritengono che nella “colazione di lavoro” con Lavrov e in serata col capo di Stato si affronterà sicuramente il tema delle sanzioni europee contro Mosca, a causa della crisi ucraina. Prodi, fanno sapere, è invitato in qualità di ex presidente della Commissione europea ed ex premier italiano.