Nessuna proroga. Nessun nuovo rinvio. La settimana di Natale gli abitanti di Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e della provincia di Foggia che hanno subìto danni a causa delle alluvioni dei mesi scorsi dovranno passare alla cassa e saldare tutti i conti con il fisco. Entro il 22 dicembre, per la precisione, sono tenuti a pagare Iva, Ires, Irpef e Irap. Il cui versamento, dopo le calamità naturali, era stato “congelato” fino al 20 di questo mese con un decreto ad hoc del Tesoro. Lunedì è arrivata la doccia gelida, o la “beffa di Natale”, come la definisce Il Secolo XIX. Scaduta la sospensione disposta due mesi fa, ai cittadini alluvionati non verranno concessi tempi supplementari, come invece faceva sperare il comma del decreto di ottobre in base al quale le nuove scadenze sarebbero state comunicate “con successivo provvedimento”. Ecco, quel provvedimento è stato appena firmato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Peccato che fissi la nuova deadline tra soli 6 giorni. “Una misura che nega il rinvio a ridosso della scadenza, in pieno periodo natalizio, e non tiene conto della situazione drammatica di molti operatori economici alluvionati o di persone con l’alloggio inagibile“, sottolinea il sindaco di Genova Marco Doria.

E la beffa è doppia per quei centri delle province di Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Foggia che si sono visti accordare la sospensione fino al 20 dicembre solo il 5 di questo mese: per i loro abitanti il sospiro di sollievo è durato poco più di dieci giorni. Il governo, tra l’altro, batte cassa mentre diversi Comuni colpiti si muovono in direzione contraria, prorogando il rinvio delle imposte di loro competenza a partire da Imu, Tasi e Tari. La giunta di Genova nei giorni scorsi ha deliberato di rinviare il saldo dei tributi comunali, compresa la Cosap (occupazione di suolo pubblico), al 28 febbraio 2015, e, fa sapere il primo cittadino, “sta definendo un nuovo provvedimento per ridurli”, mentre Parma aspetterà fino al 31 gennaio.

Beffa doppia per i Comuni toscani che si sono visti accordare la sospensione fino al 20 dicembre solo il 5 di questo mese
Dietro la scelta del Tesoro “ci saranno anche ragioni tecniche”, è il commento di Doria, “ma ritengo che non sia questo il modo giusto di procedere. Si può comprendere la necessità di non estendere a tutti indistintamente il rinvio, ma coloro che hanno subito danni e sono impegnati a riprendersi da un colpo economico durissimo devono poter contare su una scadenza più lontana nel tempo. Il Comune ha riconosciuto e ha raccolto le autocertificazioni dei danneggiati. Perché non riconoscerle anche per le imposte statali?”. Anche il governatore della Liguria, Claudio Burlando, sceglie di non alzare i toni ma chiede a Padoan di ripensarci: “Sono disponibile a fornirgli in tempi rapidissimi l’elenco nominativo delle aziende danneggiate dall’alluvione, con tanto di codice fiscale. Stiamo parlando di circa 2mila unità produttive, quindi di oneri fiscali molto contenuti, nell’ordine di qualche milione di euro. Apriranno un piccolissimo buco nel bilancio dello Stato che potrà però essere colmato in sede di approvazione del Decreto Milleproroghe“, auspica l’esponente Pd. Secondo il quale “rinviare il pagamento delle tasse statali è possibile anche utile. Sono pronto se necessario anche a volare a Roma e incontrare il ministro per illustragli la situazione. Oggi siamo in grado di compilare una graduatoria che tenga conto dell’entità dei danni subìti, escludendo interventi a pioggia”.

Ben più duro il presidente del veneto Luca Zaia, che dopo aver parlato di “regalo di Natale di Renzi agli alluvionati” si è chiesto “quale credibilità può avere un Paese che per raggranellare quattro spicci di gettito fa pagare a degli alluvionati (non signori che hanno perso soldi ad un tavolo verde ma persone che hanno visto imprese e abitazioni trascinate nel fango) le tasse in un colpo solo e sotto Natale”.

Burlando: “Padoan ci ripensi, gli darò l’elenco delle aziende danneggiate. Il buco di bilancio? Si può colmare con il decreto Milleproroghe”

Proteste anche dal MoVimento 5 Stelle, che in un comunicato definisce “una vera batosta” quelle “due righe del ministero bastate a gettare nel panico migliaia di persone e di imprese in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli e della provincia di Foggia”. “E come potranno in pochi giorni i residenti di questi comuni trovare i soldi? Ecco il vero volto del governo Renzi: un esecutivo che vuole fare cassa sulla disperazione della gente che non ha più nulla”. I parlamentari del M5S, che nelle scorse settimane hanno proposto un pacchetto di azioni immediate per affrontare l’emergenza dissesto idrogeologico, venerdì andranno dai prefetti delle principali città colpite dalle alluvioni “per presentare direttamente nelle mani del rappresentante del governo sul territorio le proposte per assistere i cittadini sopraffatti dalle emergenze”.

 ha collaborato Renzo Parodi