verdini-renziDi estremisti neri e coop rosse, di Moncler e di Clark. Di come tutto si tiene insieme. Matteo Renzi al telefono con un amico.  

– Caro il mio Matteo, Carminati e Buzzi erano pappa e ciccia, come dicono a Roma.  

– Maremma! Te tu ti rendi conto che follia?! I fascisti con le Coop! È la cosa più incredibile che ho visto durante questo mio primo anno da segretario del partito democratico!  

– Già un anno che sei segretario del Pd? È volato via in un attimo. Il Pd.  

– Questa storia di Mafia Capitale non ci voleva. Mi ritrovo con questi del partito romano coinvolti in un’inchiesta per associazione mafiosa, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e non so quali altri reati. Ma ora basta, farò pulizia! Costringerò Marino a spostare la Panda.  

– Ben detto!  

– M’hanno spiegato i miei che Buzzi lo conoscono tutti. È del giro nostro, sai, gestiva una cooperativa per l’accoglienza degli immigrati, il recupero dei tossicodipendenti, ha finanziato la campagna a mezzo Pd…Me l’hanno pure portato a una cena elettorale! Ma io non è che sto lì a guardare la fedina penale degli invitati, controllo che siano buone le banconote da cinquecento euro e via…  

– Beh, anche Carminati, a destra, lo conoscono tutti. Il Nero, il cecato. Ricicciava sempre fuori lui, dalla Strage di Bologna all’omicidio Pecorelli. Un camerata vero, pieno di armi e pugnali…  

– E ora sono soci in affari. Incredibile! Appena ho letto le carte ho capito che a Roma per il partito c’era bisogno di un commissario.  

– Montalbano?  

– Spiritoso. Ci ho messo Orfini che è uno che questi signori delle tessere li conosce bene. Dicono che in giro ci sono migliaia di tessere false del Pd.  

– Di gente che era stata convinta a iscriversi a un partito di sinistra? Deve essere come aprire il portafoglio e ritrovarsi con i soldi del Monopoli.  

– Orfini mi ha giurato che farà ordine. Sta chiamando uno per uno tutti gli iscritti.  

– E cosa gli rispondono?  

– Il numero da lei chiamato è inesistente.  

– La cosa ironica, per voi del Pd che avete cercato di farlo fuori in tutti i modi, è che Marino ne esce pulito. Ma perché ha rifiutato la scorta?  

– Dice che si sente tranquillo. Ora che mezzo Pd romano è controllato a vista dalla polizia.  

– Se può consolarti, caro il mio Matteo, il centrodestra ne esce peggio. Alemanno indagato per associazione mafiosa… Ha detto di essersi circondato delle persone sbagliate… Non sapeva che erano mafiosi, credeva che fossero fascisti!  

– Eh, eh!  

– Ha detto proprio «A Roma ho sbagliato a scegliere la squadra». Serviva quella Antimafia! Te lo ricordi, caro il mio Matteo, quando Alemanno sognava di prendere il posto di Berlusconi?  

– Come no!  

– Sarà stato allora che ha cominciato a circondarsi di mafiosi. Poi è stato travolto da parentopoli e non se n’è fatto più niente. Ah, quanti ne ha piazzati! Centinaia di persone, parenti di amici, ex camerati, esponenti dell’estrema destra assunti per chiamata diretta nelle municipalizzate romane. Gli inquirenti si sono insospettiti quando hanno notato che l’organigramma dell’Atac era a forma di albero genealogico.  

– Ex terroristi neri promossi manager pubblici. E ora te li ritrovi a fare affari con le cooperative rosse che si occupano di zingari e carcerati! Io proprio non mi capacito…  

– È il regno di mezzo, caro Matteo, dove tutto si mischia.  

– Sarà, ma a me fa impressione. Perché me li ero sempre immaginati come mondi distinti, antropologicamente diversi, come gli spettatori di Canale5 e quelli di Raitre o, se vogliamo fare un paragone con la politica, quelli con il Moncler e quelli con le Clarks.  

– C’è la Mafia a fare da collante. Caro il mio Matteo, in tanti anni che faccio politica una cosa l’ho imparata: la Mafia, in politica, è come il dado in cucina. Lega gli ingredienti. I socialisti con i liberali, i Fascisti con le Coop. Un po’ di Mafia e tutto si tiene insieme.  

– La verità è che tutte le volte che imbarco un ex comunista mi metto nei casini! Faccio ministro del lavoro Poletti, il presidente della Legacoop e quello che mi combina? Si fa fotografare a cena con Alemanno, Salvatore Buzzi e uno del clan Casamonica! Lui s’è difeso dicendo che quelli non li ha mai più frequentati.  

– Lui Casamonica?  

– Spiritoso. Intanto io così calo nei sondaggi a vantaggio di Salvini.  

– Ma se siamo riusciti ad applicare il federalismo molto meglio di lui! Siamo passati dalla trattativa Stato-Mafia alla trattativa Comune-Mafia! E senza spargere una goccia di sangue! Perché a Roma la Mafia tratta con la politica senza usare la violenza.  

– Invece che farti saltare in aria la macchina, le fanno scadere il permesso.  

– Ma tu non preoccuparti, Matteo: noi tiriamo dritti per la nostra strada.  

– Mica tanto. Lo hai visto che scherzetto mi hanno fatto in commissione? Mi hanno mandato sotto il Governo con il voto dei dissidenti Pd e un paio di Forza Italia.  

– Impallinato dal fuoco amico!  

– Ti rendi conto che figura? Un paio di Forza Italia che mi votano contro!  

– Stai tranquillo, Matteo, sono solo due o tre cani sciolti: in Commissione fanno casino per farsi notare, ma poi in aula abbassano la cresta e noi andiamo avanti con le riforme.   – Me lo prometti? Perché ogni tanto ho la sensazione che voi stiate facendo di tutto per perdere tempo.  

– Eh?  

– Ogni tanto ho l’impressione che voi facciate di tutto per allungare i tempi della discussione .  

– Eh?  

– Niente, dico che ogni tanto ho come la sensazione che voi ricorriate a qualunque mezzuccio pur di allungare i tempi della discussione.  

– Non ti sento, sto entrando in galleria.  

– Ma non eri a casa, in vestaglia?  

– Ho un tunnel in camera da letto. Per quando verranno a prendermi.  

– Però prima facciamo le riforme, eh?  

– Eh?  

– No, dico, prima facciamo le riforme!  

– Eh?  

– L’Italicum!  

– No, Buzi e Carminati non c’entrano niente con la storia dell’Italicus. Questa è gente che lo fa per i soldi, non per gli ideali.  

– No, dicevo l’Italicum, ti ricordi che…  

– È la teoria del mondo di mezzo, caro il mio Matteo, dove tutti si incontrano. Mentre una volta ci stavano la destra e la sinistra.  

– I Fascisti e le Coop insieme in affari. Non c’è più religione! Ma tornando all’Italicum…  

– Parliamone domani, Matteo, ora è tardi. Domani ne parliamo.  

– Promesso?  

– Sì, sì, ti chiamo io. Ora vai a dormire, Matteo. Buonanotte.  

– Buonanotte, Denis.  

– Buonanotte, Matteo. 

 – I fascisti con le Coop… ma com’è possibile?! Due mondi così distanti…  

– Non ci pensare, Matteo. Dai, attacca.  

– No, attacca tu…  

– No, tu.  

Però domani facciamo le riforme insieme, eh?

il Fatto Quotidiano, 15 Dicembre 2014