All’Europa piace l’Italia del cinema, che – a un anno dal trionfo de La Grande Bellezza – torna ad essere premiata con due riconoscimenti importanti: a La mafia uccide solo d’estate di PIF come miglior commedia europea 2014 e a L’arte della felicità di Alessandro Rak come miglior film d’animazione europeo 2014. Una buona percentuale sulle cinque candidature che il Belpaese portava quest’anno agli European Film Awards (EFA), ovvero gli Oscar del vecchio continente. Purtroppo non ce l’hanno fatta Paolo Virzì (nominato come miglior regista europeo per Il capitale umano), Valeria Bruni Tedeschi (candidata come miglior attrice europea per il film di Virzì) e Gianfranco Rosi (candidato per Sacro GRA come miglior documentario europeo). Tutti, comunque, erano inseriti tra colleghi di altissimo livello scelti nel mare magnum delle non poche (e talune eccellenti) produzioni europee tra il 2013 e 2014.

“Dedico questo premio a tutte le vittime della mafia” ha annunciato un emozionato Pierfrancesco Diliberto in arte PIF ricevendo il suo meritatissimo trofeo. “Avevo puntato i soldi sul film spagnolo, e invece…” ha poi scherzato il regista palermitano assai applaudito dalla platea del teatro di Riga, città quest’anno deputata ad ospitare la cerimonia di premiazione. Da parte sua, anche l’altro vincitore italiano – Alessandro Rak – non ha mancato di fare una dedica speciale “alla mia città, a Napoli” dopo aver ringraziato tutti coloro con i quali e grazie ai quali ha potuto realizzare L’arte della felicitàMagnifico esordio prodotto in totale indipendenza, il film ha avuto la sua prima mondiale in apertura fuori concorso alla 28ma Settimana Internazionale della Critica nel 2013, raccogliendo già da allora critiche entusiastiche. Raccontando il segmento esistenziale di un uomo che tenta disperatamente di elaborare il lutto della perdita del fratello, suicida in Tibet, L’arte della felicità mostra una Napoli perennemente piovosa, dolente ma vitale. Un film d’animazione adulta per adulti che, accompagnato da una colonna sonora “protagonista”, ha ricevuto anche il plauso di Roberto Saviano e finalmente ha sdoganato il cinema d’animazione made in Italy. 

Italiani a parte, gli European Film Awards 2014 hanno sostanzialmente parlato polacco. Perché il grande trionfatore della serata è stato il film Ida del regista polacco Pawel Pawlikowski. La pellicola, che in Italia è uscita in sala grazie al coraggioso distributore Parthénos, ha raccolto ben cinque EFA: miglior film, regia, sceneggiatura, fotografia e premio del pubblico. La dolorosa storia di due donne polacche negli anni ’60, splendidamente scritta, diretta e fotografata, ha dunque accordato i consensi di più categorie di votanti, a cui si aggiunge la recente candidatura ai Golden Globes nota anticamera alla nomination (se non alla vittoria) degli Oscar.

Le migliori interpretazioni europee sono andate alla francese Marion Cotillard (assente dalla cerimonia), protagonista femminile di Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, forse a compensazione di un mancato riconoscimento a Cannes, che invece è stato qui replicato per quanto riguarda l’interprete maschile, il britannico Timothy Spall, gigantesco protagonista di Mr Turner di Mike Leigh nei panni del geniale pittore inglese. “Sono sorpreso – ha dichiarato l’attore – non mi sono neppure preparato le scarpe adeguate a un premio così importante! Premio che non appartiene solo a me, ma anche e soprattutto a Mike Leigh”.

Sempre alla Gran Bretagna sono finiti il premio al miglior montaggio europeo (all’ottimo Locke) e quello alla carriera – seppur finora breve – di Steve McQueen, ultimo a ricevere l’Oscar in ordine cronologico per 12 anni schiavo. È stato lo stesso Wim Wenders, presidente dell’European Film Academy, a consegnare il riconoscimento al regista e artista afrolondinese, segnalandolo come un uomo “che non scappa dalle difficoltà, dalle lunghe inquadrature, dalla presa diretta, uno che onora il cinema Alto”. Ma l’unica standing ovation della serata è stata riservata a una gran signora del cinema europeo e mondiale, la francese Agnès Varda, con l’EFA Life Achievement Award. “Ci vorrebbero più donne premiate nel cinema, ce ne sono di incredibili in giro, meritano attenzione!” ha denunciato la Varda ricevendo il premio.

Il trailer de La mafia uccide solo d’estate