“La polizia è fatta di persone abbandonate dallo Stato. Non è un nemico”. Comincia con l’intervento di Gianroberto Casaleggio il tour al nord sui temi della sicurezza del Movimento 5 stelle. “Spesso chi va in piazza si trova davanti un uomo che a volte guadagna meno di lui”. Milano, Regione Lombardia. Sono le ore 17 di una lunga giornata di sciopero generale: uffici ancora aperti, traffico bloccato e ritardi. Un centinaio di attivisti accoglie il cofondatore M5s, per uno dei suoi pochi discorsi in pubblico: fino alla sera prima non era in programma, ma ha voluto a tutti i costi essere presente perché “è una questione che sente molto”. Parla a braccio per venti minuti, in piedi, a fianco dei parlamentari Luigi Di Maio e Vito Crimi. Il primo sguardo, appena entra, è per il pubblico: poco più di 100 persone in una sala che ne contiene 350 e pochi portavoce M5s. Ma dallo staff ripetono che è solo la prima tappa e che non ci si aspettava una folla. “Chi ci accusa di fare antipolitica”, dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, “venga a vedere quello che stiamo facendo. Siamo qui per ascoltare i cittadini”.

Video di Alessandro Madron

Poche ore prima davanti alla stazione centrale di Milano le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti che sfilavano per il corteo. “Fatti come quelli di oggi, in cui i poliziotti sono visti come nemici, non dovrebbero succedere più”, continua Casaleggio, “La polizia è l ultimo contatto dello Stato con il cittadino. Oggi se uno pensa alla polizia pensa a qualcuno che ha un manganello, invece sono delle persone. Rappresentano la sicurezza”. Cappello in testa, giacca e cravatta: il cofondatore del Movimento 5 stelle prende la parola e resta in piedi sul palco. Un intervento veloce, solo per dare il via ai lavori. L’ultima volta che aveva parlato in pubblico era al Circo Massimo, a ottobre, e c’era la tre giorni grillina di Italia 5 stelle. Oggi la scena è diversa: Casaleggio è di passaggio, passa per un saluto, quasi a rivendicare la posizione nel Movimento dopo i terremoti delle ultime settimane. Ad ascoltarlo mancano in tanti. Assente il consigliere comunale di Milano Mattia Calise, assenti molti deputati lombardi da Paola Carinelli a Manlio Di Stefano. In prima fila Silvana Carcano, la consigliera regionale che domenica 7 dicembre era all’incontro a Parma con Federico Pizzarotti. Poco prima della fine arriva l’eurodeputato Marco Valli.

Casaleggio comincia annunciando che l’M5s ha dedicato il calendario dei Santi laici ai caduti delle forze dell’ordine. Nel suo intervento cita gli omicidi di Paolo Borsellino, del commissario Luigi Calabresi “lasciato solo dallo Stato” e dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. “Io vorrei in questo piccolo incontro ricordare chi ha perso la vita facendo il suo lavoro. Siamo qui perché il rapporto tra la forze dell’ordine e i cittadini diventi un rapporto umano da migliorare ogni giorno. Capita sempre più spesso che siano tagliati i loro sussidi: non hanno le fotocopiatrici, la carta e la benzina”. E poi scherza: “Ormai rischiamo che arrivi prima la pizza della polizia”.

Finito il discorso, seguito dai giornalisti, si sofferma sulla sfida a distanza con la Lega Nord diventata più concreta dopo il botta e risposta tra Beppe Grillo e Matteo Salvini. “Il nostro nemico? Il Movimento non è preoccupato da nessuno. Noi siamo preoccupati per i cittadini”. Sul palco intanto Di Maio spiega la sua idea di autorità. Torna sull’espulsione dall’Aula, da vicepresidente della Camera, del collega Manlio Di Stefano dopo le proteste. “Io quando sono lì applico le regole. Al di là di quello che penso, io le persone o le zittisco o le caccio dall’Aula. Le regole sono regole. La responsabilità delle regole del gioco le ha la politica in questo Paese. Se qualcosa va cambiato, quello è la sensibilità della politica”.

Di Maio e Crimi gestiscono il dibattito. Il pubblico fa le domande al sindacalista delle forze dell’ordine Massimo Cerè. “Stasera”, continua Di Maio, “ci confrontiamo su due parti di questo Stato che sono abbandonate dalla politica. La verità è che chi approva questi provvedimenti non sa di cosa sta parlando”. Crimi presenta i suoi interventi in Parlamento per chiedere l’accorpamento di alcune parti delle forze dell’ordine.”Stiamo ascoltando tutte le sezioni della polizia”, conclude Di Maio, “Non mi aspetto tanta partecipazione, ma per noi sono momenti importanti perché stiamo pensando a una riorganizzazione generale del sistema sicurezza. Chi sta dietro le scrivanie non conosce i problemi di chi sta in strada. Noi andiamo a chiederlo ai cittadini: il nostro metodo è questo”.