Fredda, determinata e soprattutto molto lucida. Così è apparsa ai pm di Imperia Natalia Sotnikova che al procuratore aggiunto Grazia Pradella durante l’interrogatorio di ieri sera ha detto: “Ho voluto uccidere mio figlio”. Ieri la donna, russa, era stata fermata per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà dopo aver raccontato di aver lasciato il piccolo di 10 mesi su una scogliera di Bussana, una frazione di Bordighera.

Sembra che la donna fosse convinta che il piccolo Semyon soffrisse di epilessia come la nonna e che il bambino stesse male. Così avrebbe deciso di “non farlo soffrire” e di portarlo in mare. Secondo la ricostruzione Natalia ha preso l’auto e si è diretta verso Bussana. Qui, lei stessa avrebbe deciso di morire gettandosi in acqua con il piccolo addormentato dentro il marsupio ma dopo aver nuotato per circa 100 metri si sarebbe liberata del figlio ed è tornata a riva, per poi rientrare in albergo.

Giovedì sera era stata fornita anche una seconda versione dei fatti ovvero che la donna era andata alla scogliera, avrebbe lasciato il bimbo su uno scoglio, poi indicato ai carabinieri, per poi andarsene e tornare dal suo secondo marito in albergo. In realtà ha raccontato al pubblico ministero di aver nuotato per alcuni metri e, quando si è accorta “che il bambino non respirava ha sganciato il marsupio e l’ha lasciato andare”.

Il fermo di Natalia Sotnikova che si è reso necessario anche perché “sussisteva il pericolo di fuga, avendo la donna e suo marito possedimenti in Slovenia e una disponibilità economica importante” ha spiega l’aggiunto Grazia Pradella durante la conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Imperia. La donna sarà visitata nel carcere di Pontedecimo di Genova da personale del consolato russo informato dalla procura di Imperia dello stato di fermo della donna. Il marito, broker di prodotti petroliferi, rimarrà ancora in Liguria e non è dato sapere come e quando tornerà a Mosca.