“Io me lo ricordo come una persona educata, riservata, taciturna, conosceva l’italiano. Era tenuto in considerazione da tutti, stimato, ma ora si aggrappa a espressioni forti che non gli appartenevano“. Così Antonio Mancini, ex boss della Banda della Magliana, parla al FattoTv di Massimo Carminati, il ‘Re di Roma’, al centro dell’inchiesta di Mafia Capitale‘, personaggio-chiave che ha conosciuto e frequentato negli anni ’70. “Lì, tra i fascisti, gli sbruffoni erano altri, non lui. Ma ora – dice Manicini – ha imparato. Ho sentito le intercettazioni e si può capire che per stare nel mondo di mezzo devi mantenere certi atteggiamenti, devi plasmarti a seconda di con chi parli. Inizialmente per me Carminati era un ragazzo d’azione ed è stato bravo a riempire il vuoto lasciato da Renatino De Pedis dopo la sua morte. Ed oggi – sottolinea Mancini  – Carminati e il suo gruppo continuano ad avere agganci in alto che li tireranno fuori”