La critica della politica e dei partiti, preziosa e feconda nel suo rigore, purché non priva di obiettività, senso della misura e capacità di distinguere, è degenerata in anti-politica, cioè in patologia eversiva”. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, approfitta di un discorso all’Accademia dei Lincei a Roma per sferrare un duro attacco all’anti-politica. A questa anti-politica eversiva bisogna reagire con “urgenza” – continua il presidente della Repubblica – “denunciandone le faziosità, i luoghi comuni, le distorsioni impegnandoci su scala ben più ampia non solo nelle riforme necessarie” ma anche a riavvicinare i giovani alla politica”. Pur non nominando direttamente, Napolitano parla anche dell’inchiesta sulla mafia nella Capitale: “Non deve mai apparire dubbia la volontà di colpire infiltrazioni criminali” di Annalisa Ausilio

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