“Pene contro il voto di scambio? Ridotte. Ddl anticorruzione del presidente Pietro Grasso? Bloccato in commissione da giugno 2014″. Mentre Matteo Renzi annuncia interventi contro la corruzione nel prossimo consiglio dei ministri (già slittato da giovedì 11 dicembre a venerdì 12), i 5 stelle lo accusano: “Il premier si sveglia solo oggi dopo l’inchiesta di Mafia Capitale che ha investito il Campidoglio, ma da maggio Pd, Forza Italia e Lega insabbiano le leggi anti-corruzione presentate in parlamento da M5s e da altre forze”. Secondo i gruppi di Camera e Senato, il presidente del Consiglio avrebbe fino a questo momento rallentato perché legato dall’accordo con Berlusconi: “La verità”, scrivono in una nota, “è che dopo la corruzione nell’Expo di Milano, nel Mose di Venezia e ora la Mafia Capitale di Roma, siamo ancora ostaggi di un premier che non può nulla contro la corruzione e la mafia dilagante in Italia, perché è lui stesso garante del Patto del Nazareno“.

I 5 stelle attaccano i mancati interventi del governo Renzi: “Pd e Forza Italia prima hanno affossato il 416ter, ovvero il reato di voto di scambio politico mafioso, riducendo le pene. Poi hanno distrutto la legge sull’autoriciclaggio e non hanno fatto nessuna vera riforma della prescrizione. Il 13 maggio il Senato su proposta M5s, votò la calendarizzazione urgente delle norme anti-corruzione e Grasso annunciò che la discussione sarebbe iniziata il 10 giugno, ma il Patto del Nazareno bloccò tutto”. La motivazione del governo era che essendo materia di decreto legge su cui stavano lavorando non era possibile lavorare contemporaneamente anche sul fronte della commissione. Il senatore Pd Felice Casson a inizio luglio scorso aveva chiesto che la situazione fosse sbloccata. Ma non solo: lo stesso presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo a settembre al festival del diritto di Piacenza, aveva detto: “La mia legge è bloccata in Parlamento. Mi chiedo quali interessi la ostacolino”.

“In due occasioni”, continuano i 5 stelle, “abbiamo incontrato il ministro Orlando e proposto che si iniziasse subito la discussione delle proposte già depositate in Parlamento. Pd, Forza Italia e e Lega Nord si sono sempre opposte alla calendarizzazione. Il 9 luglio abbiamo anche rilanciato con interventi di Salvatore Borsellino, Libera, Dario Fo, Imposimato”. Ora Renzi promette un intervento, ma il problema è nella maggioranza che non sembra pronta ad accettare le proposte. “E’ necessario accelerare i processi, non allungare i tempi della prescrizione”, avverte Cicchitto (Ncd) che invita a non legiferare sull’onda della cronaca. Dubbi anche da Forza Italia: “Non vorrei una norma che allunghi i tempi dei processi. Auspico una norma che obblighi a celebrare i processi entro un certo termine”, dice Gasparri.