Lei lo definisce “squadrismo 2.0” che proviene da “sostenitori fanatici” della Rivoluzione arancione di Napoli. Una macchina del fango che si mette in moto su internet “appena qualcuno critica il sindaco Luigi de Magistris e la sua amministrazione”, attraverso un corollario di insulti e insinuazioni riassumibile in due macrocategorie: gli uomini sono “prezzolati e venduti”, le donne “poco di buono”. Lei è Graziella Pagano, ex senatrice Pds e personaggio di peso nel Pd della Campania, che ha presieduto in un recente passato e nel quale ora ricopre l’incarico di responsabile delle politiche scolastiche. In un catalogo secco di politici ‘pro’ e ‘contro’ de Magistris, la Pagano andrebbe messa in cima ai ‘contro’: da mesi ne invoca la caduta e l’immediato ritorno alle urne, pochi giorni fa ha criticato duramente l’ordinanza sindacale che infligge multe da 500 euro a chi rovista nella spazzatura. Da qualche giorno la Pagano è finita sotto attacco di alcuni profili Facebook molto probabilmente fasulli che si animano appena qualcuno rilascia un’intervista o una dichiarazione critica nei confronti del sindaco e della sua cerchia e puntano dritti come bulldozer sull’autore delle contestazioni. L’ultima ingiuria, irriferibile, ha toccato gli affetti più cari: il marito malato, il figlio. Il profilo Fb di provenienza è scomparso appena Pagano ha annunciato querela alla Polizia postale e in Procura per provare a scoprirne l’identità. Restano però gli screenshot. Che immortalano anche un ‘mi piace’ sull’insulto, cliccato da uno dei collaboratori di de Magistris, da poco nominato nel consiglio di amministrazione di una partecipata del Comune di Napoli.

Lei ricorda di non essere l’unica vittima di questa campagna.
E’ una forma di squadrismo 2.0 che ha colpito me, alcuni ex assessori della giunta de Magistris, un giornalista (ex ufficio stampa dell’europarlamentare Pd Andrea Cozzolino, ndr), e non solo. Mi ha chiamato Titti Marrone, firma storica del giornalismo napoletano. Mi ha detto di aver ricevuto delle vere e proprie minacce del tipo “veniamo a prenderti a casa” tra i commenti a un post molto severo pubblicato nel suo blog sull’Huffington Post quest’estate, poco dopo la tragedia del bambino morto per un malore dopo un bagno sul lungomare di Napoli.

E’ una campagna che ha dei mandanti?
Non credo. Si tratta di sostenitori fanatici che scatenano una caccia alla persona appena qualcuno muove rilievi, critiche, a de Magistris e alla sua amministrazione. Questo è intollerabile.

Lei è stata vittima di insulti sessisti.
Frutto del clima di un Paese dove si discute per settimane del lato B di ministre fotografate in spiaggia, così come qualche anno fa si facevano pesanti allusioni sulla Carfagna, che peraltro, a mio parere, è stata un buon deputato, molto attenta ai lavori parlamentari. All’inizio ero dispiaciuta di alcuni silenzi delle donne vicine all’amministrazione napoletana. Ma proprio in queste ore l’avvocato Elena Coccia mi ha comunicato che solleverà la questione degli attacchi che ho subìto nel prossimo consiglio comunale. Mi ha espresso vicinanza anche Alessandra Clemente.

Clemente è un assessore di de Magistris.
In verità mi aspettavo che il sindaco o almeno il vice sindaco Sodano, che è mio amico, alzassero il telefono e rilasciassero una dichiarazione pubblica di dissociazione da queste porcherie, per ricordare che le battaglie andrebbero combattute solo sul terreno politico e della politica. Sarebbe l’unico modo per placare questo imbarbarimento.