“Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile”. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commentando la fotografia che lo ritraeva accanto a Salvatore Buzzi. “Sapevamo tutti quanti che Salvatore Buzzi era stato condannato per omicidio – continua -, ma noi che viviamo in questi mondi pensiamo che ci sia la possibilità di cambiare la propria vita”. “Io Buzzi l’ho visto qualche volta come dirigente di una cooperativa sociale – continua -, mai mi sarei immaginato in un contesto del genere delle vicende simili”. Poletti, come rivelato dall’Espresso, ha anche partecipato all’assemblea dell’approvazione di bilancio del 2013 della cooperativa 29 giugno guidata da Buzzi. “Come presidente della Legacoop andavo in giro per incontrare le cooperative non le persone, ho assistito a diverse approvazioni di bilancio – afferma -, è qualcosa di inimmaginabile e intollerabile”. “Alla domanda se come presidente di Legacoop non avesse mai avuto il sospetto di un sistema di tangenti del genere afferma: “Mi sento tradito, arrabbiato, non mi sono accorto di nulla, oggi sono qui a spiegare una vicenda lontana da me, ma – dichiara ancora Poletti – lo faccio per le cooperative sociali perbene che faticano per quattro soldi finite nel girone senza nessuna responsabilità, anche per i lavoratori della cooperative 29 giugno estranei a questo sistema”  di Irene Buscemi