Una “Runcard” per l’Italia che va di corsa. È l’ultima iniziativa della Federazione di atletica leggera, e potrebbe interessare quasi cinque milioni di italiani: tanti sono, secondo le statistiche dell’Istat, i praticanti del jogging nel nostro Paese. C’è chi lo fa per sentirsi bene con se stesso, chi per perdere peso, chi per semplice passione o proprio per sport: per tutti loro la Fidal ha pensato ad una carta, con cui entrare a far parte di una comunità.

Una tessera per certificare un senso di appartenenza, dunque. Ma anche per avere una serie di vantaggi concreti: per i nuovi “soci”, la FederAtletica metterà a disposizione i suoi esperti. Il tecnico per prepararsi correttamente da un punto di vista fisico, il dietologo per curare l’alimentazione, eventuali consulti medici. Tutto ciò che può servire ad un atleta, per quanto amatoriale o dilettantesco possa essere. E poi, tra le novità più interessanti, finalmente ci saranno percorsi studiati e misurati nei parchi delle città italiane: il progetto, in collaborazione con l’Anci, prevede di realizzare almeno cento percorsi, dove correre in tutta sicurezza, circondati dal verde, e anche con le giuste informazioni per potersi cronometrare e migliorare. In queste aree sarà presente ogni quindici giorni un tecnico federale, a cui rivolgersi liberamente. E poi ancora sconti e convenzioni (ad esempio con Trenitalia), e altri servizi.

Il tutto al costo di 30 euro l’anno. E qui viene l’altra parte interessante dell’iniziativa: perché i soldi non finiranno nelle casse della Federazione, ma verranno reinvestiti su progetti ambiziosi. Di questi 30 euro, 12 serviranno a coprire i costi di gestione e promozione della tessera; 2 euro andranno alle associazioni che cureranno la sottoscrizione (Libera e Action Aid); e i restanti 10 euro alle scuole italiane. Per il 2015 la Federazione si è posta come obiettivo quota 100mila tessere: in totale farebbero un milione di euro. Grazie a un protocollo firmato con il Coni e il Ministero dell’Istruzione, i soldi verranno girati direttamente alle scuole, su base regionale, per finanziare strutture, insegnanti, competizioni studentesche.

“Noi pensiamo di poter centrare due grandi traguardi con questa iniziativa”, spiega al fattoquotidiano.it Alfio Giomi, il presidente della Fidal. “Da una parte raggiungere tante persone che fanno parte del nostro mondo, pur non essendo dei veri e propri atleti, e offrire loro dei servizi importanti, promuovendo così la cultura sportiva. Dall’altra ricostruire dalle fondamenta il nostro movimento, incentivando l’attività dei ragazzi”.

La Runcard, infatti, è il secondo tassello del percorso di ricostruzione avviato dalla Federazione. Il primo è stato la riforma dei criteri di distribuzione dei contributi Coni, che aumenterà le entrate di circa un milione di euro l’anno: soldi che verranno spesi tutti nella formazione e retribuzione dei tecnici. E poi, appunto, la Runcard, con i cui proventi si andrà a finanziare l’attività giovanile. “Vogliamo ripartire dagli allenatori e dalle scuole, perché è solo investendo sulla base del movimento che potremo far crescere il nostro sport e colmare il gap che si è creato nei confronti delle altre nazioni d’Europa”, conclude Giomi. Dopo i risultati deludenti delle ultime manifestazioni internazionali (solo un bronzo alle Olimpiadi 2012, e un argento ai Mondiali 2013), l’atletica italiana prova a correre verso il rilancio.

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