Un italiano ucciso a colpi di pistola davanti al suo ristorante-pizzeria in Germania. Un omicidio per il quale è stato fermato un altro italiano di 36 anni, che finora non ha parlato e risulta essere l’unico indagato. Conosceva personalmente la vittima ma, spiegano gli investigatori, “non lavorava nel ristorante”. L’episodio è avvenuto nella notte di sabato 29 novembre a Nierstein, in Renania vicino Mainz, dove la vittima, Domenico Antonio Battista, 51 anni, aveva aperto la sua attività. L’uomo era originario di Lentella, nella zona di Vasto, in provincia di Chieti, dove tuttora vive la sua famiglia. Suo padre Egidio e sua madre Concetta erano partiti agli inizi degli anni ’60 alla volta della Germania a Magonza, non molto distante da Nierstein.

Dei circa quindici colpi esplosi contro l’ingresso del ristorante La Casa, secondo la testimonianza dei familiari, sarebbe stato uno in particolare a raggiungere Battista al cuore colpendolo mortalmente. La polizia, ha spiegato la procuratrice generale Andrea Keller, “sta indagando in tutte le direzioni e al momento non è esclusa nessuna pista”, nemmeno quella della criminalità organizzata mafiosa. Battista, ha spiegato Keller, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco esplosi fuori dal suo locale, verso l’interno. “E’ l’unica persona colpita – ha detto – non ci sono altri feriti, ma non possiamo ancora dire se è stato un omicidio mirato”. Keller non ha potuto specificare quante pallottole abbiano raggiunto la vittima 51enne, né se siano state più armi a sparare perché “i risultati dell’autopsia non sono ancora completi e non possiamo dare indicazioni”.

Il padre della vittima è partito assieme a un nipote per la Germania per raggiungere l’altro figlio Mario, con il quale la vittima gestiva il locale, e riportare a casa la salma.”Vi prego in questo momento lasciate mio figlio Mario in pace che è pieno di dolore – ha tenuto a dire questa mattina la madre di Battista, Concetta – perché lui è distrutto. E’ stato interrogato dalla polizia e ora – ha detto all’Ansa – è in attesa con mio marito che venga restituito il corpo di mio figlio. Ora non posso dire se domani o dopodomani, bisogna solo aspettare. Non posso dirvi il giorno perché non lo so nemmeno io che sono la mamma”. E ha aggiunto: “I malviventi stanno da tutte le parti, qui come in Germania. Non so di che nazionalità è l’assassino di mio figlio, che sia un italiano o un tedesco deve pagare per quello che ha fatto a mio figlio e basta”. In Germania la vittima viveva con una compagna, mentre Mario è sposato con una tedesca ed è padre di due figli. I funerali saranno celebrati a Vasto nella parrocchia di Santa Maria Maggiore.