Probabilmente non è ancora il tempo di altre espulsioni (anche se il sindaco Federico Pizzarotti rischia grosso), ma nel frattempo Beppe Grillo si diverte sul blog. E dedica a dissidenti e critici una canzone. Dopo la telefonata del presidente del Consiglio all’ex deputato M5s Massimo Artini andata in onda su La7, il leader descrive Matteo Renzi come Nino Ferrer, il cantante che nel 1967 cantava “Al telefono”. “Continuano incessanti”, si legge sul sito, “le telefonate di scouting di Renzie agli eletti nel M5S per raggranellare i voti per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Gli dedichiamo un omaggio a Nino Ferrer”. E riscrive il testo della canzone con i nomi di parecchi “dissidenti”, alcuni espliciti (Luis Alberto Orellana e Adele Gambaro), mentre altri più vaghi (probabilmente tra gli altri c’è anche il riferimento a Giulia Sarti).

Intanto in Parlamento il clima è migliorato, almeno per il momento. I deputati (circa una quarantina) in serata si sono riuniti per un’assemblea e hanno cominciato a parlare del prossimo Restitution day. Dei 17 che mancavano all’appello per le restituzioni di parte dello stipendio e della diaria sul sito “tirendiconto.it”, ora restano solo 4 o 5 che però hanno assicurato nelle prossime ore saneranno la propria posizione. La paura è quella di fare la stessa fine di Massimo Artini e Paola Pinna, accusati di non voler rendere parte dello stipendio e dei rimborsi perché critici con la gestione della pubblicazione degli scontrini da parte del sito di Grillo. Piano piano però da lunedì scorso chi ancora non aveva restituito i soldi si sta mettendo in pari. E’ saltata invece per l’ennesima volta per mancanza di quorum l’elezione del segretario (la sfida è tra Christian Iannuzzi e Patrizia Terzoni). Assenti molti dei parlamentari più critici, da Rizzetto a Barbanti fino agli stessi Iannuzzi e Terzoni. Presenti al completo invece i 5 deputati del “direttorio”: Sibilia, Ruocco, Di Battista, Fico e Di Maio.

Se a Montecitorio si cerca di tornare alla normalità, la situazione resta in sospeso per il sindaco Pizzarotti che il 7 dicembre prossimo ha invitato attivisti e parlamentari a Parma. E così Grillo si è divertito sul blog a prendere in giro i più critici: “A chi potrei telefonare per trovare un po’ di compagnia e i voti per il nuovo presidente?”. E poi ancora: “A chi potrei telefonare se non a Massimo per trovare un po’ di compagnia? Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti forse è puramente casuale”. Segue la lista dei critici: “Orellana è venezuelana e sua cugina è piuttosto carina ma Adele, sua sorella, fa la sentinella. Giulia se mi pesca mi tira una padella, sa di naftalina, Federica ha un inceneritore sta facendo un giro in bicicletta e suona la campanella”. E poi “Walter è molto bello più che Battista che ti rilascia sempre un’intervista. Margherita fa la malavita, Giovanni e Andrea stanno in periferia. Marialuisa è andata a Parma. Mariateresa è andata a Stresa. Mariarosa è provinciale ed è rimasta a Comacchio”. Oltre a Orellana e Battista si possono riconoscere – in ordine sparso – Walter Rizzetto, Federica Salsi, Giovanni Favia, Adele Gambaro. Tra le località si “riconoscono”, evidentemente, Parma e Comacchio. Nella città emiliana il sindaco è Federico Pizzarotti, nel paese in provincia di Ferrara il sindaco è stato espulso in occasione delle Provinciali alle quali ha partecipato contravvenendo le indicazioni del movimento.

E uno dei dissidenti, Rizzetto, ha risposto citando i Guns N’ Roses e in particolare “Welcome To The Jungle”. “Se la vogliamo mettere in musica mi pare che questo testo sia migliore” scrive il deputato M5s su Twitter che linka musica e testo della canzone. Il cui ritornello recita: “Vedo che ti mette in ginocchio, in ginocchio. Nella giungla. Benvenuta nella giungla. Vedo come ti mette. Ti butterà giù. Ah!”. La controreplica è in un’analisi di Riccardo Nuti, ex capogruppo del M5s alla Camera, affidata a facebook. “Dopo aver sentito e visto le telefonate di Artini, moltissimi hanno scritto ‘Beppe aveva ragione’, ‘Grillo ci aveva visto bene’ in merito alla votazione online per decidere l’espulsione o meno di due persone che non rendicontavano e restituivano come previsto. Purtroppo o per fortuna avete visto solo una parte di quello che questo gruppo subisce da quasi due anni”. E ancora: “Questa gente (gli espulsi, ndr) che si qualifica da sola, nel tempo ha trovato l’appoggio all’interno del gruppo parlamentare da parte di numerosi colleghi e questo deve preoccuparci. Un signore che non conoscevo giorni fa mi ha detto ‘A me non preoccupa l’espulsione di queste due persone ma che un gruppo di vostri colleghi li appoggi. Questo mi fa paura'”.

Artini invece ha deciso di continuare il suo tour sul territorio in Toscana, dove molti Meetup hanno deciso di esprimere solidarietà per la sua espulsione. E dopo la telefonata pubblicata da Piazza Pulita ha deciso di annullare la sua partecipazione a “Ballarò” e altri interventi televisivi. Su Facebook ha spiegato: “Una telefonata non fa primavera! Non è una telefonata di cortesia che nasconde tutto il lavoro che ho fatto e che è in totale antitesi con il pensiero unico del Pd e di Forza Italia su come cambiare questo paese”. Ribadisce di conoscere Renzi dai tempi delle scuole medie ma spiega: dire che “c’è un’affinità politica è un falso”.