Milano, via Verri angolo via Montenapoleone: salotto buono ai piedi della Madonnina. Sono le 18 e 15. Una donna cammina mescolandosi nel solito via vai che sfila davanti alle boutique. Ma non guarda le vetrine già luccicanti per il Natale. Non è lì per fare shopping. Il suo obiettivo è un altro: mettere a segno una rapina da un milione di euro. Passo lento e deciso, punta dritta verso “Pisa”, storica orologeria di lusso. E’ davanti alla porta d’ingresso. Le aprono. Un istante: dietro di lei si materializzano sei persone con il volto nascosto dal passamontagna. I dipendenti realizzano cosa sta per succedere. E’ troppo tardi. La banda entra. Qualcuno impugna le pistole e fa sdraiare una decina di persone tra commessi e clienti a terra. Gli altri si concentrano sulle teche. Ne mandano in frantumi una ventina. Non usano i guanti di velluto. Colpiscono con asce e bastoni. I vetri si sbriciolano. La “spaccata” riesce. Vengono arraffati più orologi possibili, tra cui quelli di alcuni acquirenti cinesi. Oggetti da centinaia di migliaia di euro: Patek Philippe, Bulgari, Vacheron Constantin e Piaget. Bottino di circa un milione di euro (ma la stima non è ancora definitiva).

In pochi minuti i ladri si dileguano. Uno scappa in sella a una bicicletta verso via Montenapoleone. Una macchina della vigilanza privata “Ivri”, che in quel momento passa da lì, tenta di bloccarlo, ma il bandito riesce a sgusciare via. Lo acciuffa una pattuglia della polizia qualche centinaio di metri dopo, in via San Pietro All’Orto. Gli altri riescono a fuggire. Qualcuno corre verso San Babila. Altri in direzione Piazza Meda. Spariscono sotto la pioggia. Poco dopo la polizia trova due accette e dei guanti nella vicina via Bigli. Mentre uno zaino e un passamontagna vengono recuperati nella stazione della metropolitana di piazza San Babila. Sul posto arriva la Scientifica per i rilievi. Il ragazzo fermato è senza documenti. Dice di essere un moldavo di 18 anni. Ma in tarda serata deve ancora essere identificato. Gli agenti dell’ufficio Volanti e della Squadra mobile stanno setacciando le telecamere e ascoltando i testimoni per dare un volto agli altri componenti della banda che ha agito da “Pisa”, orologeria già presa di mira nel 2002 e nel 2008.

Di tutt’altro spessore criminale è invece un’altra banda di rapinatori smantellata dalla Mobile, diretta da Alessandro Giuliano, sempre a Milano, poche ore prima della “spaccata” in Montenapoleone. Basta il nome del capo per rendersene conto: Santino Alfredo Stefanini, 62 anni di cui 38 passati in carcere. Ex appartenente alla banda di Renato Vallanzasca, negli anni Settanta e Ottanta, e scrittore di poesie. Secondo i detective, lui, Giuseppe Cafora, 57 anni, Salvatore Immernano, 64 – “tutta gente con 40 anni di carriera criminale alle spalle, dice Giuliano – insieme a un incensurato di 42 anni, erano pronti a mettere a segno una grossa rapina. Una di quelle che sarebbe entrata di diritto negli annali della cronaca nera. Lo dimostrerebbe le armi trovate in un box preso in affitto dalla banda: 3 fucili, 3 pistole, 2 silenziatori, decine tra barbe, baffi e parrucche posticce e anche due divise della Polizia di Stato. Non hanno fatto in tempo a usarle.