Apparentemente, ha ragione Paolo Becchi. Il non-ideologo del M5S ha rilasciato un’intervista, poi ripresa da tutti i giornali, nella quale dichiara che il Movimento, dopo le ultime espulsioni, la nomina di un direttorio e il tradimento della democrazia diretta, è destinato a una lenta agonia. En passant, Paolo riprende pure una frase del mio ultimo post, quella sui leader che si vedono nella sconfitta, senza citarmi ma comunque dandomi ragione: che bellezza, sono contento come una Pasqua. Ma è proprio vero che il M5S è destinato ad agonizzare? Certo, se mercoledì si avviasse una nuova catena di epurazioni, l’implosione del Movimento sarebbe quasi fatale. In quel caso, però, l’unico ad avvantaggiarsene sarebbe Renzi: che, proprio pensando a un M5S diviso e disposto a trattare, ha già gettato l’esca in vista delle elezioni per il Presidente della Repubblica. L’accordo con Berlusconi, ha fatto capire, non è più l’unica opzione possibile: a questo punto, sarebbe anche disposto a coinvolgere i grillini.

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Nel momento in cui scrivo, pare che il rischio di nuove epurazioni sia scongiurato: e meno male, perché un M5S agonizzante, in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica, sarebbe un disastro per il paese. Renzi ha bisogno di un M5S in ginocchio non tanto per accalappiare qualche fuoriuscito, che comunque non guasta, quanto per minacciare Berlusconi di cambiare forno e così ottenerne un Presidente a sé gradito. Il suo scopo, in realtà, è sempre quello: eleggere un Presidente con l’accordo di Berlusconi. Per questo dico che il M5S non deve dividersi: non ora, non in vista dell’elezione del Presidente. Un M5S unito, non più impegnato a dilaniarsi sugli scontrini ma finalmente disposto a fare politica, sarebbe ancora in grado di dire la sua. Certo, l’occasione di avere come presidenti Rodotà o Prodi non si ripresenterà mai più: certi treni passano una sola volta nella vita. Ma ottenere un Presidente di garanzia, non scelto solo da Renzi, resta una possibilità, che non bisogna buttare via.

A questo punto qualcuno dei tanti grillini che ha passato un biennio a insultarmi, qualsiasi cosa dicessi, si chiederà con che autorità mi permetto di dare consigli a un Movimento che critico da sempre. Raga, rileggetevi anche le cose più sanguinose che ho scritto, e fatevi almeno sfiorare dal sospetto che non ce l’ho mai avuta con voi, né con i vostri militanti, né, meno che mai, con i milioni di italiani che vi votano, fra i quali tanti miei studenti. Ce l’avevo, e continuo ad avercela, solo con tutte le fanfaluche che vi hanno propinato per anni. Che nel secolo XXI sia ancora possibile la democrazia diretta. Che il web sia solo uno strumento di liberazione e non anche di disinformazione. Che l’euro e l’Europa siano solo una trappola. Che nel Movimento non siano necessarie le garanzie per il dissenso che occorrono contro ogni potere, democratico o no. Devo andare ancora avanti? Forse non ce n’è più bisogno, ora che tutte queste cose le state capendo da voi, sulla vostra pelle. Piuttosto, vi chiedo di restare uniti, di non rendere inutile tutto ciò che avete fatto sinora. Oggi cominciamo a ottenere un Presidente della Repubblica decente: domani, chissà.