Dalle Marche alla Lituania. È un viaggio cominciato dieci anni fa quello di Claudio Santori, 37 anni da compiere e molti sogni da realizzare. La strada per arrivare alla capitale Vilnius è stata lunga e ha incluso una sosta a Helsinki, in Finlandia, cinque anni di vita per migliorarsi nel suo lavoro. “Sono originario di Serra San Quirico, un paesino di tremila abitanti in provincia di Ancona – racconta a ilfattoquotidiano.it – e fin da piccolo ho sempre avuto voglia di esplorare nuovi mondi”. Dopo due anni di studi economici nelle Marche, Claudio decide di trasferirsi a Roma, dove inizia a creare siti web. Nel 2004 si laurea in Economia e Commercio poi a Scienze della Comunicazione: “A pochi esami dalla laurea ho deciso di trasferirmi a Helsinki, dove sono rimasto fino al 2011 – spiega-. Volevo crescere e mettermi alla prova con nuove sfide. E poi in Italia c’è troppa burocrazia, avevo l’impressione che l’unico talento apprezzato fosse quello di compilare moduli”.

L’obiettivo è ancora quello: imparare a conoscere e a sfruttare tutte le potenzialità del web, trasformandolo in una professione duratura. “In Finlandia mi sono mantenuto gestendo i siti web dei miei clienti italiani e pubblicando tre libri su Amazon”, ricorda. Eppure, tra un clic e l’altro, Claudio trova il tempo anche per un’altra passione: “Ho scoperto il ballo e sono diventato insegnante di Lindy Hop a livello internazionale”. Un interesse che ha rivoluzionato la sua vita: “Proprio grazie alla danza ho conosciuto una ragazza lituana che nel 2011 mi ha convinto a trasferirmi a Vilnius”, racconta. Con il nuovo Paese è stato subito amore: “In Finlandia sono molto pratici ma poco creativi, c’è poco spazio per la flessibilità – spiega – mentre in Lituania ho trovato un buon mix: qui ci si emoziona ma si lavora sodo”.

Anche in questo caso Claudio non ha avuto bisogno di cercare un lavoro: “La mia fortuna è di aver creato una professione online, totalmente indipendente dalla mia posizione – ammette -, quindi me la sono portata dietro”. Di lì a pochi mesi la svolta; Claudio avvia una start-up, Bliu Bliu: “L’idea mi è venuta riflettendo sui risultati mediocri che stavo ottenendo con l’apprendimento del lituano”, ammette. Bliu Bliu, infatti, è un sito che permette a chiunque di imparare una lingua straniera con l’aiuto di notizie, canzoni, storie e barzellette scritte e pronunciate nell’idioma selezionato: “Spesso i libri sono troppo difficili e le conversazioni impossibili da capire – spiega Claudio – per questo la piattaforma colleziona le parole che l’utente conosce proponendo contenuti adeguati”. Il motto, infatti, è “impara le lingue in modo divertente”. “Al momento abbiamo 200mila iscritti e siamo presenti in diverse nazioni, – racconta – ma siamo ancora in fase di decollo”.

Il suo impegno prosegue anche in giro per l’Europa: “Da alcuni mesi vado nelle università per spiegare ai giovani come dar vita a una start up e sempre con alcune conferenze aiuto il governo lituano nella formazione dei ragazzi interessati a questo mondo”, spiega. Ma restando nel nostro Paese tutto questo sarebbe stato possibile? Claudio è dubbioso: “Non conosco bene la realtà italiana, – ammette – ma da quello che vedo c’è grande confusione e troppi cavilli burocratici, quando il segreto di una start up sta proprio nella sua leggerezza e nella capacità di cambiare il mondo con poche risorse”.

In Italia questo concetto viene spesso utilizzato in maniera inappropriata: “Ormai anche una gelateria è considerata una start up”, spiega. Eppure agli occhi di Claudio il nostro Paese conserva intatto il suo fascino: “Torno sempre volentieri e ogni volta rimango incantato dal calore della gente – spiega -. Gli italiani sanno leggere le persone e aiutare prima ancora che qualcuno chieda aiuto, ma spesso questo talento ci rende maestri nel fare i furbi”. Per questo consiglia ai giovani di fare almeno un’esperienza all’estero, evitando le mete più frequentate: “Dimenticate Londra e Dublino, ci sono troppi italiani – spiega -. Per vivere un’esperienza autentica è meglio scegliere un posto più piccolo”.

Claudio non esclude di tornare, ma al momento il suo futuro è a Vilnius. È troppo presto per sapere se si tratta di una tappa intermedia o di un punto di arrivo, il sogno nel cassetto, però, richiama l’atmosfera italiana: “Una casa in campagna, dell’ottimo vino e gli amici di sempre”.