E’ morto a 25 anni, colpito da una pallina da cricket durante una partita di campionato. E’ accaduto al battitore australiano Phillip Hughes, spirato dopo due giorni di agonia in un ospedale di Sydney. Dopo il colpo, Hughes si è chinato per poi crollare a terra durante il match tra New South Wales e la sua squadra, South Australia, allo stadio di Sydney, valido per lo Sheffield Shield, il massimo campionato professionistico australiano di cricket. Il battitore è stato sottoposto ad intervento chirurgico d’urgenza al vicino ospedale di St. Vincent per alleviare la pressione sul cervello ed è rimasto in condizioni critiche in coma indotto. Hughes indossava un casco, ma è stato colpito dietro l’orecchio, in una zona non protetta nella parte posteriore della testa.

Il capitano dell’Australia Michael Clarke ha letto una breve dichiarazione a nome dei familiari di Hughes durante una conferenza stampa tenutasi nell’ospedale e trasmessa in diretta in tutto il paese. “Siamo devastati dalla perdita del nostro tanto amato figlio e fratello Phillip. Il cricket era la vita di Phillip, e noi come una famiglia abbiamo condiviso l’amore del gioco con lui. Ti vogliamo bene”, sono le parole lette da Clarke, che ha trattenuto le lacrime prima di lasciare la stanza. L’amministratore delegato della federcricket australiana James Sutherland ha sottolineato come Hughes fosse immensamente talentuoso e molto amato: “Senza dubbio, era una stella nascente, il meglio per lui doveva ancora venire. La parola tragedia ricorre troppo spesso nello sport, ma questo strano incidente è una vera tragedia della vita”, ha detto Sutherland. “Appena pochi giorni prima il suo 26° compleanno, Phillip ci è stato portato via troppo presto”.

Il medico della squadra australiana Peter Brukner aveva annunciato in precedenza il decesso del giocatore in una dichiarazione, spiegando che Hughes non ha mai ripreso conoscenza. La scomparsa del battitore, causata da emorragia cerebrale, ha scioccato e rattristato migliaia di persone in tutta l’Australia e tra gli appassionati di cricket in tutto il mondo. Ad unirsi ai cori di cordoglio anche il primo ministro australiano, Tony Abbott, che ha descritto Hughes come un “giovane che voleva vivere il suo sogno”, aggiungendo: “E’ un giorno molto triste per il cricket e un giorno straziante per la sua famiglia”. La morte di un giocatore è rara nel cricket, anche se la morte di Hughes segue quella, dello scorso anno, del 32enne sudafricano Darryn Randall, spirato dopo essere stato colpito alla testa durante una partita in un campionato delle serie minori.