Un addetto alla sicurezza britannico è morto nell’attentato kamikaze contro un’auto dell’ambasciata del Regno Unito nella periferia est di Kabul, in Afghanistan, che ha causato 6 vittime, tra cui un dipendente afghano della sede diplomatica, e almeno 30 feriti. Lo ha riferito il ministero dell’Interno locale, precisando che gli altri quattro morti sono di nazionalità afghana. I feriti, tra cui anche 5 bambini e un altro addetto alla sicurezza del Regno Unito sono stati portati con ambulanze e auto della polizia negli ospedali vicini. I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco, eseguito con un’autobomba, tramite il loro portavoce Zabihullah Mujahid. L’attentato suicida è avvenuto verso le 7 di stamattima nella zona lungo la strada di Pul-e-Charkhi, a est di Kabul.

Il Foreign office britannico aveva intanto confermato che “diversi membri del personale sono stati feriti”. In un primo momento era circolata la notizia che il britannico rimasto ucciso fosse un diplomatico. È stato il ministro degli Esteri di Londra, Philip Hammond, a fornire la nuova versione sull’attentato suicida, definito “scioccante”: “Sono profondamente rattristato dal confermare che un civile britannico, membro del team della sicurezza e un afghano che lavorava per l’ambasciata sono morti nell’incidente.

In serata, la capitale afghana è stata nuovamente scossa da due esplosioni, seguite da uno scontro a fuoco, nella zona di zona di Wazir Akbar Khan, dove si trovano diverse diplomatiche straniere. Il portavoce della polizia, Hashmat Stanikzai, ha comunicato che l’attacco era diretto contro la sede di un’Ong, la Ird (International Relief Development).

Gli attentati arrivano pochi giorni che il Parlamento afghano ha ratificato l’accordo che consentirà alle truppe americane e a quelle Nato di restare un altro anno nel Paese. Barack Obama ha deciso di prorogare la presenza dei militari in Afghanistan, dopo aver annunciato, lo scorso maggio, il ritiro dei soldati. In Afghanistan ci sono ancora 9.800 soldati americani, più 4.000 degli alleati della Nato, tra cui anche italiani. Secondo quanto riportato dal New York Times, sono stati i militari a chiedere di poter restare per mantenere le pressioni sui talebani. L’ultimo grande attacco kamikaze nel paese è dello scorso 23 novembre, quando un uomo si è fatto esplodere durante una partita di pallavolo nel distretto di Yahyakhail, nell’est del Paese, causando una strage di 45 morti e 56 feriti. In quel caso, i media avevano cercato una reazione dal portavoce dei talebani, ma Mujahid, a differenza dell’autobomba contro l’auto dell’ambasciata britannica, non aveva rivendicato l’attentato. Gli integralisti quest’anno hanno intensificato i loro attacchi verso obiettivi occidentali e stanno conquistando tutto il nord del paese. La loro continua avanzata ha probabilmente convinto Obama e i vertici Nato a mantenere un altro anno le loro truppe in Afghanistan.