Gli abitanti di Scampia non vogliono che il loro quartiere venga paragonato a Viareggio, l’ex Perla del Tirreno con le casse comunali in rosso per un buco di bilancio da 100 milioni di euro. O meglio che il paragone con Scampia non suoni negativo. Così annunciano un’azione collettiva per chiedere un risarcimento danni al commissario prefettizio della città versiliese, Valerio Massimo Romeo, che da un mese ha sostituito il sindaco Leonardo Betti (Pd), “decaduto” con la dichiarazione del crac del Comune. Romeo domenica scorsa ha dichiarato: “Se non si continuerà ad adottare misure rigorose, la città sarà senza futuro. O volete che Viareggio diventi come Scampia?”. Una frase pronunciata durante una manifestazione pubblica davanti a centinaia di cittadini, definita “ingiuriosa” dall’avvocato Angelo Pisani, presidente della ottava municipalità di Napoli, dove si trova il quartiere che per anni è stato il simbolo del degrado e del dominio dei clan di camorra. Pisani non chiede le scuse, ma le dimissioni immediate del commissario e in una nota riportata da Il Tirreno scrive: “Romeo si vergogni e prima di parlare dei nostri quartieri si informi. Vada a verificare, per esempio, la scomparsa delle piazze di spaccio dal nostro territorio, le attività culturali che si svolgono nell’Auditorium o l’estensione delle aree a verde che fanno di questo quartiere il polmone di Napoli. Che c’entra Scampia? Capisco che non sarà facile riportare la legalità in quella che la stampa definisce come la città più commissariata d’Italia visto che a ottobre il Comune di Viareggio è stato sciolto per la seconda volta in soli due anni”.

Romeo aveva detto: “Se non si continuerà ad adottare misure rigorose, la città sarà senza futuro. O volete che Viareggio diventi come Scampia?”

Romeo, dunque, dovrà affrontare un’altra grana, ancora legata ai soldi. L’ennesima da quando è stato chiamato a risanare il buco, davanti al quale il sindaco renziano Betti ha alzato bandiera bianca a ottobre. La ricetta del commissario per far fronte a questa voragine è apparsa subito semplice: innalzare le tariffe per i servizi comunali che ricadono su turismo, Carnevale, asili, mense scolastiche e scuolabus. Tasti dolenti, che hanno già scatenato la reazione dei viareggini, notoriamente attaccati al mare e soprattutto ai carri di cartapesta. I malumori per l’ennesima impennata di tasse, per ora, sono stati manifestati con la “rivoluzione dei passeggini”, ed esternati con la classica irriverenza toscana che per l’occasione ha preso ispirazione da Shakespeare: “Ehi, Romeo… siamo tutti Capuleti”, è stato scritto notti fa su un muro del palazzo comunale. Insomma, gli abitanti di Viareggio adesso sono costretti a farsi mettere le mani in tasca, ma per lo meno sanno bene (magra consolazione o rimpianto?) chi li ha spinti giù dal precipizio. Il cammino che ha portato al baratro del dissesto è tracciato con precisione e ben visibile: troppe partecipate, spuntate negli ultimi 20 anni sotto le amministrazioni di destra e sinistra; troppi sprechi; pochi controlli sulla mangiatoia dei lavori pubblici. Sempre domenica, Romeo – a ruota libera – ha illustrato la sua tabella di marcia e affrontato il tema “partecipate”: “Deve essere avviata subito una politica rigorosa, cominciando a togliere quei carrozzoni che vi siete dati. Altrimenti la città muore, ve lo dico chiaramente” ha detto ai viareggini che stavano festeggiando la fine dei decennali lavori di ristrutturazione di Villa Argentina, capolavoro liberty.

Ma Romeo non è il solo che deve riavvolgere le fila di questo disastro. Nell’abisso economico in cui sono sprofondate le casse comunali, si è addentrata anche la Guardia di Finanza, attivata dal pm di Lucca Fabio Origlio. “Indagini conoscitive”, tagliano corto in Procura. Ma il via vai di investigatori in Comune è continuo. E oltre alle Fiamme Gialle, in piazza Nieri e Paolini sarebbero frequenti anche le visite dei carabinieri. Proprio il 19 novembre scorso, una loro indagine avviata nel 2009 è stata chiusa dal pm Origlio a carico dell’ex presidente della Viareggio Porto Alessandro Volpe e dell’attuale direttore Pietro Romani. L’accusa per l’ex numero uno della partecipata è di aver bruciato migliaia di euro pubblici in cene e regali.

Il commissario Romeo in cima alla lista delle priorità non dovrà dimenticare di segnare la voce sicurezza. L’anno scorso, a uno dei bar più famosi della Passeggiata a mare vennero messi i sigilli per infiltrazioni camorristiche. E nella Pineta di Ponente, lo sconfinato parco in centro città, lo spaccio di droga va in scena a cielo aperto, giorno e notte, estate e inverno, senza sosta, nonostante gli sforzi di polizia e carabinieri. A Scampia – prendendo per buone le parole dell’avvocato Pisani – questo problema lo hanno ridimensionato. Resta da capire se Viareggio riuscirà almeno in questo.