Che ormai l’offerta televisiva sia uno spezzatino ricco di sapori differenti, ognuno in lotta con l’altro per prevalere all’Auditel, non è un mistero per nessuno. La tv generalista arretra, i canali tematici guadagnano fette sempre più consistenti di share, Sky piazza qua e là colpi vincenti che minano la sempre meno granitica sicumera delle reti generaliste.

E in un quadro televisivo così vario e variabile, ormai vuole dire la propria anche Tv2000, la tv dei vescovi italiani che per anni ha navigato a vista tra le secche di ascolti irrilevanti e che adesso, da un anno e mezzo a questa parte, ha visto crescere il proprio share fino a un tondo (e significativo, anche se non sembrerebbe) 1%.

Merito di Papa Francesco, secondo analisti e commentatori. Ma anche il direttore Paolo Ruffini (con un passato decisamente più popolare su RaiTre e La7) non ha problemi ad ammetterlo: “Questo Papa è forte ed è consapevole della propria forza. Sui valori etici, morali e sociali non arretra di un millimetro, ma sa parlare al mondo con un linguaggio contemporaneo e ci fa capire che l’identità si afferma nel dialogo, non nell’arroccamento”. Per Ruffini, insomma, la Chiesa di Bergoglio porta avanti il Vangelo, mentre Tv2000 “cerca di essere interessante per tutti”.

Ma la crescita esponenziale degli ascolti (dallo 0,1% all’1%) non può spiegarsi solo con la pure innegabile influenza positiva di papa Francesco. Per Ruffini, “c’è un grande bisogno di una televisione che dia un senso al suo racconto e che non sia una macedonia. Con Alessandro Sortino (vice di Ruffini e direttore creativo del canale, ndr) abbiamo cercato di fare in modo che il susseguirsi dei programmi sia come le varie frasi di un discorso. Dagli spazi a carattere religioso ai film, dall’approfondimento ai docureality, c’è sempre una coerenza, un racconto, un accompagno”.

Di sicuro, da quando Ruffini e Sortino sono alla guida della tv dei vescovi, qualcosa è cambiato nel linguaggio utilizzato, nei prodotti mandati in onda, nello stile e nell’approccio alla società. Ogni tanto, però, il duo Ruffini-Sortino sembra correre un po’ troppo, come nel caso della contestata ospitata (poi fortuitamente cancellata per necessità di palinsesto) di Vladimir Luxuria. Chiediamo a Ruffini se hanno un limite che non possono oltrepassare, ma il direttore non si scompone: “L’unico limite è il rispetto per il proprio pubblico. Anche una televisione con una forte identità come la nostra può e deve confrontarsi. L’identità non va mai tradita, ma bisogna evitare di brandirla come un corpo contundente”.

Sull’onda del sorprendente successo e di un ascolto che sta abbandonando stabilmente lo zero virgola, dalle parti di Tv2000 hanno molti progetti in cantiere: “Stiamo lavorando a un programma a cui tengo molto – racconta Ruffini – e di cui non è stato scritto ancora nulla: un docureality che racconti il tema dell’abbandono scolastico con il linguaggio della contemporaneità. Alcuni ragazzi che hanno abbandonato la scuola si confronteranno con le lezioni di alcuni professori di eccezione, primo fra tutti Erri De Luca”.

Ma come? Nell’epoca dei talent che spingono i ragazzini a lasciare la scuola per tentare l’avventura artistica, Tv2000 cerca di nuotare controcorrente? Ruffini non cavalca la polemica contro i talent: “Non sono tranchant rispetto ai linguaggi televisivi o ai talent show. Dipende sempre da come si fanno le cose e da cosa decidi di raccontare”.