Parlo a cuore aperto da non madre, conosco donne che aspettano con ansia e fatica di esserlo ed altre, invece, che non lo potranno mai diventare. Si è madri per desiderio o per incidente o perché arrivate ad una certa età le ovaie non fanno più sconti.

Il picco di fertilità di una donna è tra i 18 ed i 28 anni, dopo il declino. Sei bella, forte e sana ma dopo i 40 anni i risultati sono bassi. La vita avanza, toglie ma a volte indietreggia, la scienza in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante, con tecniche avanzatissime di fecondazione assistita (Iui, Icsi, Fivet) un percorso duro, costoso, doloroso fisicamente ed emotivamente che ha raggiunto molti successi, ma anche molti fallimenti, purtroppo non sempre è la formula perfetta che assicura la maternità. Ed ecco arrivare le frustrazioni, le sofferenze, la rabbia di chi non può essere mamma.

Mamma con bebè

Questo senso di colpa che invade, un lutto che corrode dentro e ti fa sentire danneggiata per il resto della vita. Questa società ci insegna ad essere audaci, di non lasciare nulla di intentato, ma esiste una parte imprevedibile del copione che la volontà non riesce a controllare. Gestire questo dolore è difficilissimo, ma non bisogna sentirsi dei “mostri”, la vostra vita vale anche senza partorire un figlio. Sarete voi le bambine, il valore di una donna prescinde dalla maternità: “Donne non si nasce, si diventa” (cit. Simone de Beauvoir).

Bisogna essere capaci di rinascere un’altra volta, purtroppo non esiste ancora un lifting delle ovaie, ma il senso di continuità si può trovare, perché la vita non muore.
“Battersi è molto più bello che vincere, quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. Per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi. La crudeltà della natura contiene una logica e una saggezza, hai scoperto che pensare significa soffrire ed essere intelligenti essere infelici. Solo chi si strazia nelle domande per trovare risposte, va avanti” (Oriana Fallaci in Lettera ad un bambino mai nato).

Appunto, possiamo straziarci di domande. Facciamolo. Con tutte le forze, consapevoli che la risposta non è una formula matematica. Non è nell’inseguire un’ovulazione. E’ solo dentro e non sempre riesce ad uscire nelle sembianze di un bambino.