Un’area da tremila metri quadrati, cinque teatri di posa, uno studio televisivo con sala regia, uno studio di animazione, 77 postazioni di montaggio, 16 aule, laboratori, mediateca, magazzino e uffici. Sono i numeri della nuova sede della Civica Scuola di Cinema di Milano che da pochi giorni si è trasferita nell’Ex Manifattura di Via Testi dopo un’inaugurazione coi fiocchi a cui hanno partecipato assessori comunali e regionali (la riqualificazione è finanziata con circa 3 milioni di euro all’interno del programma quadro tra Regione e Comune ndr), ex allievi oggi alla ribalta dell’audiovisivo (Daniele Ciprì, Marina Spada, Alina Marazzi, Michelangelo Frammartino e Luca Lucini, tanto per stare sia nel commerciale che nel d’essai), il ministro della cultura Dario Franceschini e ha pure fatto una capatina di Toni Servillo per una lezione d’attore. Sono 400 gli studenti diplomati o con una laurea triennale che studiano alla Civica; oltre 100 i docenti per gli 8 corsi triennali (Regia, Produzione, Ripresa e fotografia, Digital animation, Sceneggiatura, Montaggio, Sound design, Multimedia) e i 4 serali (Documentario, Produzione cinematografica, Videogiornalismo e Sceneggiatura) con il doppio obiettivo: formazione e inserimento nel mercato del lavoro.

“Il dato buffo è che su 90 che s’iscrivono 50/60 vogliono fare i registi, una professione mito che resiste”

“Questa scuola è nata nel 1952 e ha cambiato pelle più volte, la nuova sede è quindi il compimento di un lungo percorso aggiornatosi al cambiamento tecnologico in atto da tempo a cui rispondiamo fornendo mezzi, strutture e sapere”, spiega al fattoquotidiano.it il direttore della Civica Scuola, Laura Zagordi. Un primo anno comune a tutti per prepararsi sull’intera filiera dell’audiovisivo e poi le singole specializzazioni: “Il dato buffo è che su 90 che s’iscrivono 50/60 vogliono fare i registi, una professione mito che resiste”, racconta Zagordi, “poi però una volta compreso dove può esprimersi meglio il proprio talento a fine primo anno la percentuale degli studenti che vuole fare il regista cala drasticamente al 30%”. Diversi i campi in cui la Civica punta nella nuova sede rinnovata, soprattutto nella fascia serale a orario ridotto a cui possono accedere anche professionisti con già una certa esperienza alle spalle: “Puntiamo molto sul corso di Sceneggiatura. I mezzi tecnici non sono più come una volta difficili da utilizzare, ma alla portata di tutti. Così quello che spesso manca sono le idee e la cultura del settore. E poi s’insegna a scriver non più solo per cinema e tv, ma per un mondo dell’audiovisivo a tutto tondo che comprende anche web e videogiornalismo. In queste aree cerchiamo di formare studenti sia nel montaggio che nella ripresa, ma anche qualcosa in più, come la capacità di raccontare la realtà su un nuovo canale comunicativo”. Fino a pochissimi anni fa la percentuale di occupati da chi usciva dalla Civica era oltre il 90%.

E poi s’insegna a scriver non più solo per cinema e tv, ma per un mondo dell’audiovisivo a tutto tondo che comprende anche web e videogiornalismo 

Oggi complice la crisi generalizzata e la riformulazione del settore il dato in uscita è calato, ma è ancora alto: “Vogliamo collocare gli studenti in un mercato che definire in buona salute è scorretto. Lo definirei, invece, in movimento. Per questo puntiamo molto nei tirocini remunerati e cerchiamo che non ci siano stage gratuiti”, prosegue Zagordi, “certo io mi laureai alla Civica nel triennio 1982/83/84 e appena uscita da qui lavorai in Rai immediatamente . Erano altri tempi, ma la Civica è ancora questo”. La Civica Scuola di Cinema di Milano, assieme alla Scuola Civica Musicale appena dedicata a Claudio Abbado e alla Scuola di Lingue (entrambe riconosciute dal Miur) e alla Scuola di Teatro Paolo Grassi, sono gestite dalla Fondazione Milano, finanziata dal Comune con una cifra annuale “attorno ai 10 milioni di euro per 300 dipendenti fissi e più un centinaio collaboratori”, come specifica Monica Gattini Bernabò, direttore generale di Fondazione Scuole Civiche. “Si è parlato di noi come ad una nuova Cinecittà. Il riferimento credo sia al fatto che nella nuova sede siamo vicini alla Cineteca di Milano e al Centro Sperimentale, e l’idea di creare un polo polivalente c’è tutta”, continua Zagordi, “Per ora però i nostri studi di posa sono per l’attività didattica e non per le produzioni esterne. Il nostro obiettivo rimane la formazione. Ad esempio saremo al FilmMaker Festival di Milano (28 novembre-8 dicembre 2014 ndr) con il documentario “Phtofinish” realizzato dagli studenti”. “E poi la nostra forza è il collettivo”, conclude la direttrice, “ricordo che quando appena diplomata andai a girare uno spot pubblicitario sul set c’era un ex compagno della Scuola che mi diede suggerimenti tecnici per fare meglio il mio lavoro. Oggi i ragazzi si mettono in società per affrontare il mercato e soprattutto si danno da fare talmente tanto che spesso la sera devo sbatterli fuori dalle aule”.