Nuova strage di innocenti in Afghanistan. Un kamikaze si è fatto esplodere mentre era in corso una partita di pallavolo nel distretto di Yahyakhail, nell’est del Paese. Il bilancio è di 45 morti e 56 feriti, fra cui giovani, anziani ed anche bambini. Lo riferiscono le tv locali. L’attentato è avvenuto nel distretto di Yahyakhail. Mokhis Afghan, portavoce del governatore della provincia di Paktika, al confine con il Pakistan, ha affermato che l’attacco è avvenuto durante una competizione tra distretti e che era presente una folla numerosa. L’attentatore era a piedi, tra la gente. L’attentato si è verificato nel giorno in cui il Parlamento afghano ha ratificato l’accordo che consentirà alla Nato e agli Stati Uniti di mantenere militari in Afghanistan oltre la fine dell’anno.

Il presidente Ashraf Ghani ha duramente condannato l’attentato, offrendo le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. In un comunicato, il Palazzo presidenziale ha confermato che molte delle persone decedute sono giovani di tre distretti della provincia di Paktika (Yahaykhel, Khairkot e Yusof Khail) che partecipavano al torneo di pallavolo. Intanto il primo vice presidente ed ex Signore della Guerra, generale Abdul Rashid Dostum, ha sottolineato in un tweet che “il barbaro attacco a civili di Paktika non è accettabile, è un massacro ed i terroristi sono responsabili di queste morti”.

I media hanno cercato una reazione dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, che però non ha commentato l’accaduto. L’ultimo grande attacco contro i civili in Afghanistan risale al 15 luglio scorso, con 90 persone uccise in un mercato, sempre nella provincia di Paktika. Anche in quella circostanza i talebani non avevano rivendicato l’attentato, anzi avevano negato la loro responsabilità. Gli integralisti, invece, si sono sempre attribuiti gli attacchi contro le forze di sicurezza locali e e contro obiettivi occidentali, che quest’anno si sono intensificati in tutto il Paese. Inoltre, la loro avanzata prosegue nel nord del Paese, nella provincia di Kunduz, una volta considerata tra le più sicure, facendo intravedere, secondo gli analisti, lo spettro di un nuovo Iraq dopo l’abbandono delle forze Nato.

Tale scenario, secondo i media, avrebbe convinto il presidente americano Barack Obama a prorogare di anno le operazioni di combattimento delle truppe Usa contro i talebani e altri gruppi militanti nel caso di minacce ai soldati e al governo di Kabul. E da gennaio, con la scadenza anche della missione Isaf, la Nato – che all’inizio dell’anno schierava 50mila truppe – manterrà sul terreno una forza residua di circa 12.500 unità per il supporto e la formazione delle forze di sicurezza locali. Proprio oggi la Camera dei Rappresentanti afgana ha approvato a grande maggioranza i nuovi accordi sulla sicurezza firmati dal governo con gli Stati Uniti e con la Nato.