Seggi allestiti regolarmente in tutta l’Emilia Romagna nelle oltre 4.500 sezioni dove domani 23 novembre, dalle 7 alle 23, circa 3,4 milioni di cittadini saranno chiamati ad eleggere il nuovo consiglio regionale e il nuovo presidente. Lo scrutinio comincerà subito dopo la chiusura delle urne. La giunta uscente, di centrosinistra, è caduta anticipatamente (il mandato si sarebbe concluso nel 2015) a causa delle dimissioni che il governatore Vasco Errani ha rassegnato a luglio, nel giorno in cui la corte d’appello lo ha condannato per falso.

Sulle schede gli elettori troveranno i nomi dei sei candidati presidenti (4 uomini e due donne, età media 48 anni) e le liste che li sostengono con lo spazio per le due preferenze. In totale le liste sono 11, tutte presenti solo nelle circoscrizioni di Bologna e Forlì-Cesena. I 507 candidati consiglieri corrono per 50 seggi.

Come votare regolarmente
Ciascun elettore può votare per una lista tracciando un segno sul contrassegno (il voto si intende espresso anche per il candidato presidente a essa collegato). Oppure può votare solo per un candidato alla carica di presidente tracciando un segno sul relativo rettangolo. Terza opzione: votare per un candidato alla carica di presidente, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste a esso collegate. Infine l’elettore può scegliere di votare disgiuntamente per un candidato alla carica di presidente, segnando il relativo rettangolo, e per una delle altre liste a esso non collegate. L’elettore può esprimere nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza per un candidato a consigliere regionale, scrivendo il cognome (o il cognome e nome) del candidato o dei due candidati compresi nella stessa lista. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.

L’elettore dovrà presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l’ha smarrita può richiederla all’ufficio elettorale del comune di residenza.

I 6 candidati alla presidenza
Il favorito è Stefano Bonaccini, 47 anni, segretario regionale del Partito Democratico, sostenuto anche da Sel, Centro Democratico e Emilia Romagna civica. Coordinatore della campagna elettorale delle primarie (vincenti) di Matteo Renzi, è anche consigliere regionale uscente. E’ stato designato dal centrosinistra con le primarie del 28 settembre, nelle quali, con il 61%, ha prevalso su Roberto Balzani, anch’esso renziano ma sostenuto anche da alcune correnti di minoranza.

Il centrodestra ha scelto di puntare su Alan Fabbri (Lega Nord) appoggiato anche da Forza Italia e da Fratelli d’Italia. Ha 35 anni è dal 2009 è sindaco di Bondeno, comune terremotato della provincia di Ferrara, dove, lo scorso gennaio è stato confermato con il 65%. Capelli lunghi e look anticonformista, è un fedelissimo di Matteo Salvini che lo ha spesso affiancato in questa campagna elettorale.

Giulia Gibertoni, 38 anni, ricercatrice all’Università cattolica di Milano, è stata scelta – con un voto online – come candidata dal Movimento 5 Stelle. Arriva da Mirandola (Modena), uno dei centri più colpiti dal sisma del 2012. Candidata alle Europee 2014, non è stata eletta solo per due preferenze, dopo un riconteggio. In un primo momento era stata considerata eletta.

Alessandro Rondoni, 54 anni, forlivese, è il candidato alla presidenza della Regione per Nuovo centrodestra e Udc. Giornalista e editore, è stato il candidato per il centrodestra alle comunali di Forlì del 2009 (poi vinte da Balzani), dove è anche attivo nell’associazionismo culturale e sportivo. E’ anche un dirigente di Federcultura-Confcooperative. E’ fratello di Daniele Rondoni, poeta e scrittore, opinionista di Avvenire e critico del Sole 24 Ore, considerato vicino alle posizioni di Comunione e liberazione.

Cristina Quintavalla, parmigiana, 63 anni, docente di storia e filosofia, è la candidata per l’Altra Emilia Romagna, lista nata dall’esperienza della lista Tsipras alle ultime europee (ma in questo caso Sel sostiene il candidato del Pd). Da sempre impegnata nei movimenti di sinistra della sua città, ha partecipato alle proteste contro la giunta Vignali, caduta per le inchieste sulla corruzione.

Maurizio Mazzanti, 52 anni, tecnico di comunicazioni, guida la lista Liberi cittadini. Consigliere comunale di Budrio (Bologna) dove si era candidato a sindaco con una lista civica ottenendo il 14%, è sostenuto da una buona parte di ex del Movimento 5 Stelle, fra cui gli espulsi Giovanni Favia e Federica Salsi.