“Bloccare tutti i reperti del caso Moro” e metterli a disposizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte del presidente della Dc. Lo ha chiesto al presidente della Commissione, Giuseppe Fioroni, il senatore del M5S Stefano Lucidi affinché “vengano analizzati con tecniche investigative moderne”, specificando alla presidenza di voler chiedere “l’elenco dei reperti catalogati attualmente presso le sedi competenti”.

La richiesta giunge due giorni dopo l’audizione del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che il 19 novembre ha consegnato ai commissari parlamentari alcuni documenti riservati del Viminale sul caso Moro prodotti dal 1999 ad oggi. In contemporanea con l’audizione del ministro Alfano è stato pubblicato un video dal Corriere.it in cui si mostra, ancora presente nei garage del Viminale, la Renault 4 rossa in cui fu ritrovato in via Caetani il corpo di Moro il 9 maggio ’78. Qualche giorno fa a interessarsi all’automobile è stato il senatore Gero Grassi (Pd), membro della Commissione, che aveva presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere che fine avesse fatto la vettura e in che condizioni fosse conservata.

“Ti voglio rappresentare la mia ‘sorpresa’ – ha scritto al presidente Fioroni il senatore Lucidi del M5S – nell’apprendere che mentre il Ministro dell’Interno Alfano relazionava circa la documentazione relativa ai fatti del caso Moro, in contemporanea veniva mandato online la video inchiesta svolta nei garage del Viminale su uno dei reperti più importanti della vicenda”.
L’auto usata dalle Br per far ritrovare il corpo di Aldo Moro “è stata donata alla polizia da Carlo Bertoli, figlio di Filippo, il proprietario della vettura – scrive il Corriere – dopo che era stata riconsegnata al proprietario che l’aveva portata nella sua casa romana e poi nelle Marche”. Lì sarebbe rimasta “a lungo esposta alle intemperie” e quindi sottoposta, dopo la consegna, a un “restauro conservativo” da parte del Viminale. Ma l’intervento di restauro della polizia non avrà rischiato di manomettere in qualche modo il “reperto”?

La richiesta del senatore Lucidi è quella di nuove “analisi biologiche (Dna, reperti organici e biologici), analisi chimiche (tracce non biologiche o di natura sconosciuta), esami balistici di ultima generazione (balistica 3D o simili) e altre analisi effettuabili tramite gli addetti di indagine scientifica dello Stato” sulla R4 rossa e sugli altri reperti del caso Moro. Un’iniziativa condivisa anche dal senatore Federico Fornaro del Pd, membro della Commissione: “Le capacità tecniche e scientifiche di oggi sono di gran lunga superiori a quelle del 1978 – spiega Fornaro a ilfattoquotidiano.it – quindi ben vengano tutte le iniziative che aiutano a fare chiarezza. Forse mi concentrerei sui reperti fondamentali, come la R4 rossa. Una perizia balistica potrebbe aiutare a sciogliere una delle questioni che non è mai stata chiarita, ovvero: dove fu ucciso Aldo Moro? Nel garage di via Montalcini, come sostengono le Br, o altrove?”. In un altro garage del Viminale sarebbero conservate le auto della scorta di Moro assaltate il 16 marzo ’78 dal commando brigatista in via Fani, ancora sottoposte a sequestro giudiziario.