“Quando ho pubblicato 5 marzo il crowdfunding per il mio progetto, non avrei potuto prevedere una risposta così travolgente. In soli otto giorni più di 13.000 sostenitori hanno preordinato oltre 17.000 bambole. Prima di tutti voglio dire grazie a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo progetto”. Sono queste le prime righe che si leggono sul sito di Nickolay Lamm, l’artista che ha ideato la prima bambola con la cellulite. Misure e proporzioni diverse rispetto a quelle che siamo abituati a vedere nelle più famose Barbie; Lammily, inoltre, avrà degli adesivi per simulare le smagliature, acne e cicatrici.

L’obiettivo è quello di trasmettere ai bambini l‘accettazione per il proprio corpo, allontanandoci dagli stereotipi mediatici. Questo è un progetto che nasce dopo che l’ideatore ha vissuto sulla propria pelle, ai tempi del liceo, il disagio di non essere in un corpo che desiderava. Era diventata una vera e propria ossessione. Quell’indice di massa corporea era diventato un numero, una sfida, un obiettivo che ha portato per anni Lamm a perdere il contatto con la realtà. Lui stesso dichiara che dopo tanti sacrifici il risultato ottenuto non era comunque di suo gradimento. Da lì la svolta e un percorso di accettazione del proprio corpo, che oggi attraverso questa bambola, cerca di trasmettere ai più giovani. Ambizioso il progetto che prevede una serie di dolls di diversa etnia e taglia, sempre ispirandosi a modelli salutari, che diano una visione completa della società contemporanea. Inoltre, l’artista mira a produrre dei pezzi unici rappresentanti atleti, star dello spettacolo, attori, cantanti etc.. Non è escluso che ci sia anche una versione maschile.

“Lammily rappresenta l’idea di essere fedeli a se stessi in un mondo che troppo spesso ci convince a perseguire una fantasia irraggiungibile. Unitevi a me nel promuovere la bellezza della realtà.” è l’appello di Nickolay Lamm. La bambola è già in vendita a 24 dollari e 99 centesimi. In merito agli adesivi che riportano cicatrici i commenti non sono stati positivi. “Alcune persone pensano che voglia promuovere la violenza domestica, ma la verità è che tutti abbiamo graffi e cicatrici. La vita alle volte è imperfetta, tutti noi cadiamo ma poi ci si rialza” la risposta dell’ideatore.