Il Real Madrid (nella foto il presidente Florentino Perez) ha firmato un accordo Microsoft. Non si tratta di una sponsorizzazione, ma di un’intesa che punta a traghettare verso il mondo digitale lo storico club guidato oggi da Carlo Ancelotti. Grazie all’intesa con il colosso informatico sarà sviluppata una piattaforma digitale per i soci e i numerosi tifosi della squadra sparsi per il mondo. Microsoft non avrà difficoltà a trovare ispirazione in ciò che succede negli Stati Uniti dove il digitale è ormai parte integrante della comunicazione dei team dei principali sport professionistici.

Un passaggio obbligato visto che, secondo una ricerca di Michael Pfahl del dipartimento di Sports Administration della Ohio University, digitale e social sono le strade preferite anche dagli sponsor. Oltre l’85% ha dichiarato di volere aumentare la spesa per il web contro il 38% che sceglie la tv e il 47% che sicuramente diminuirà quella per la stampa. Ma non è solo un problema di sponsor. Tutte le leghe professionistiche Usa utilizzano Internet per aumentare la visibilità del loro prodotto e il coinvolgimento dei tifosi. Mentre la serie A italiana non ha ricevuto nessuna offerta per i diritti web delle partite, la National football league ha scelto di non offrire la visione sul web dei match in streaming. Tuttavia, con differenti formule di abbonamento, mette online le partite appena concluse compreso un archivio che risale fino al 2009.

La Nba invece propone League Pass per la regular season. Con questo abbonamento è possibile vedere anche sulle console di gioco le partite di basket ad esclusione di quelle della squadra che gioca nell’area in cui è stato attivato l’abbonamento. Il baseball offre tre streaming con differenti qualità video e le statistiche che tanto piacciono ai fan Usa. Al livello superiore è possibile vedere anche sei match contemporaneamente. Nei palazzetti dove si giocano le partite Nba, spesso coperte da wi-fi (come lo stadio di football dei Washington Redskin) sono in funzione sei telecamere che scrutano i movimenti dei giocatori con una frequenza di 25 volte al secondo. In questo modo è possibile creare una serie di statistiche innovative per gli appassionati. I dati possono anche essere utilizzati per monitorare i movimenti dei giocatori e preparare specifici programmi di allenamento.

Oltre alle leghe professionistiche anche le squadre si muovono sul web. Con un responsabile ad hoc per i contenuti digitali. I Buffalo Bills, team di football, ogni giorno discutono quale sia l’atteggiamento da tenere sui social media, mentre gli Oakland Riders hanno reagito a una pesante sconfitta contro Seattle (0-8) dando in pasto ai tifosi su Twitter un dossier per dimostrare che, nonostante la sconfitta, la prima parte della stagione non era stata così male.