Frazioni e centri abitati evacuati, ponti e strade interrotte, e acqua che continua a salire, rompendo gli argini e riempiendo le aree golenali che difendono i comuni. Oltre un migliaio le persone sfollate in Regione. Dopo le piogge delle ultime settimane e dopo la prima ondata nel weekend, martedì 18 novembre è il giorno della piena del Po, quella che fa abbandonare abitazioni e interrompere attività, che raduna tutte le forze della protezione civile intorno all’alveo del Grande Fiume per cercare di arginare e contenere i danni dell’acqua. L’allarme è previsto nelle prossime ore, quando la piena raggiungerà il reggiano e poi la romagna.

Nella notte di lunedì è stato raggiunto il livello massimo nel parmense, con un valore di 8 metri all’idrometro a Sacca di Colorno, e ora l’ondata sta defluendo nella Bassa reggiana, mentre il livello nei comuni parmensi tra Polesine, Zibello e Sorbolo comincia ad abbassarsi. Nei comuni rivieraschi del reggiano l’ondata è attesa nelle prossime ore a Boretto, con livello 3, ossia di criticità elevata. Qui il livello del Grande Fiume è previsto a 8,5 metri, con arrivo a Luzzara a oltre 9 metri. Nei comuni delle province di Parma, Reggio Emilia, Piacenza e Ferrara che affacciano sul fiume sono quasi mille gli sfollati che nelle ultime ore hanno lasciato le proprie abitazioni. Di queste, 230 sono state evacuate dalla frazione di Ghiarole, nel comune di Brescello. I carabinieri vigilano sui centri abitati per evitare la minaccia degli sciacalli, e intanto continua l’attività di vigilanza e monitoraggio del livello dell’acqua, con presidi su ponti e strade, mentre si cerca di contenere il Grande Fiume con sacchi di sabbia impilati come trincee, rompendo gli argini interni per allentare la spinta dell’acqua. Nella notte a Gualtieri si è rotto un argine che protegge l’area golenale prima del centro abitato e ha ceduto anche l’ultimo argine prima di quello maestro, che può contenere l’acqua fino a 11 metri, a Guastalla. L’acqua ha invaso anche la zona del Fogarino nel comune di Luzzara, già evacuata, dove è stato rotto un arginello per dare sfogo alla corrente.

Per i comuni che si affacciano sul Po le prossime saranno ore ad alta tensione, rimangono attivi gli avvisi di allerta dell’Agenzia regionale di Protezione civile per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara. Intanto a Brescello, dove si teme l’ondata, l’invito a mantenere la calma e alla preghiera arriva dal parroco don Evandro Gherardi, che ha organizzato una processione con la statua del “Cristo Parlante”, divenuta celebre nei film di Don Camillo e Peppone, ambientati nel comune reggiano. Proprio come fa in una pellicola il personaggio di Don Camillo interpretato da Fernandel, don Evandro porterà la statua in riva al Po per chiedere protezione dalla piena e dalle alluvioni. “Una giornata di preghiera per le vittime del maltempo in Italia” si legge nell’invito rivolto alle comunità reggiane, parmensi e mantovane, chiamate a partecipare alla processione che partirà dalla chiesa e arriverà fino all’argine maestro del Grande Fiume.