Nell’Italia in cui tutto è sdoganato e la memoria è corta c’è chi si stupisce, nei salotti “rivoluzionari”, perché papa Francesco dice delle cose di destra sull’aborto. Quei salotti “rivoluzionari” forse si sono occupati e appassionati troppo di Vaticano e poco di Paese reale. E non inferiamo sulle ultime sparate di Bertinotti, diciamo solo che aiutano a comprendere il quadro.

Nelle periferie, invece, magari quelle che a suo tempo elessero Alemanno, con il quale ora sfilano senza problemi, nascono rivolte da “caccia al negro”. La storia è fatta di conquiste di libertà alternate ad enormi passi indietro, oggi l’immenso vuoto nella rappresentanza di sinistra non fa altro che favorire il secondo processo. Mentre l’unica opposizione parlamentare, quella di Grillo, ha rinunciato da subito ad un ruolo di protagonista nel nome dell’ossessione da scontrino (ad esempio, solo oggi i grillini si svegliano su Tor Sapienza, ma possibile?).

La Democrazia Cristiana mascherata, la parte peggiore della vecchia Dc, è al governo in forze. L’opposizione interna del Pd è sterile, litigiosa e senza bussola. I fascisti rialzano la testa, non si vergognano più, non si vergognano neppure di inneggiare a Mario Borghezio, difficile pensare ad un politico più squalificato, e la nuova Lega post-secessionista e lepeniana di Salvini – fenomeno mediatico costruito ad arte dalle tv per un briciolo d’ascolti in più – si propone come vessillo elettorale degli squadristi. Che hanno ricominciato a menare e a farlo in modo plateale, come dimostra la spedizione contro i tifosi dell’Ardita. La sinistra è urgente, ma continua ad essere non pervenuta.

@viabrancaleone