Crescono le liti degli utenti di telefoni e telefonini con gli operatori. E in oltre il 60% dei casi vince il cliente: lo scorso anno le aziende hanno dovuto risarcire ai consumatori un totale di 25 milioni di euro. In media 569 euro di indennizzo a testa, senza contare storni e fatture annullate. I dati arrivano dai Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom), organi locali dell’autorità garante del settore a cui è stato delegato il compito di gestire le controversie e tentare una conciliazione tra le parti prima del ricorso all’Agcom e all’eventuale azione legale. Se nel 2013 le istanze presentate sono state 90mila, il 66% delle quali chiuse con un accordo, nei primi sei mesi di quest’anno hanno già superato quota 100mila.

Un aumento del 31%, riconducibile solo in parte a emergenze naturali che hanno creato disservizi e blackout. Ha giocato un ruolo anche il fatto che per provare farsi valere sia ora sufficiente inviare una lettera al Corecom e attendere la convocazione e poi l’udienza. L’altra possibilità è compilare il “modello D” che compare sul sito dell’Autorità: una segnalazione che viene aggregata con altre simili per poi fare una valutazione d’insieme. L’Agcom, fatte le dovute verifiche sull’operatore, decide poi se archiviare o dare una sanzione. Nel 2013 sono arrivate per questo canale 4.611 denunce.

La nuova legge vieta la stipula di un contratto accettato solo via telefono: occorre la conferma scritta

Se in passato nel mirino finiva soprattutto l’attivazione di servizi non richiesti da parte degli operatori, ora i consumatori lamentano in particolare il ritardo nell’attivazione di servizi come la portabilità dei fissi e il passaggio tra operatori, i costi di recesso e le fatture sbagliate. Molte sono anche le contestazioni legate a condizioni contrattuali stabilite telefonicamente: la legge infatti vieta la stipula di un contratto accettato solo via telefono. L’ultima direttiva europea sui diritti dei consumatori, recepita a febbraio, stabilisce che l’utente possa essere vincolato solo con una conferma scritta di quanto stabilito verbalmente. Ma non tutti gli operatori si attengono alle nuove regole. Di qui l’ipotesi che l’Agcom intervenga a breve per rafforzare le indicazioni in proposito.