Ora, che la Chiesa cattolica sia libera di pensare e dire quello che vuole non ci piove, alla pari della tendenza a considerare lo Stato italiano, le sue istituzioni e la sua pubblica amministrazione come periferia del Vaticano. Accade con un papato conservatore o con un papato, da alcuni, definito progressista.

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Pervasiva nei gangli fondamentali della pubblica amministrazione (sanità, istruzione e assistenza) la Chiesa cattolica non avverte la necessità di rispettare scelte e opzioni che uno Stato estero decide di abbracciare in merito alle proprie leggi e a valori condivisi. Papa Francesco convoca i medici cattolici e li invita a resistere sul Piave delle assurde convinzioni che aborto e eutanasia siano omicidi e i cardinali (Scola tra i tanti) indagano sulle pericolose tendenze omosessuali della scuola pubblica.

Cosa cambia rispetto al passato? A parere dei tanti nuovi estimatori di Papa Francesco molto. A parere dei tanti vecchi detrattori della Chiesa cattolica nulla. Mi arruolo tra questi ultimi sottolineando come l’attuale pontefice abbia avviato, semplicemente, una nuova strategia di marketing tesa a fermare la progressiva e costante emorragia di credenti che, a partire dal reazionario papa polacco, segnò profondamente interi continenti. E’ una storia poco amata dalla Chiesa questa e non a caso controbilanciata con i meeting e adunate dalla portata planetaria: ma i cattolici sono in declino da almeno vent’anni a questa parte.

Ed allora cosa c’è di meglio di un Papa che rispolvera, in sedicesimo, parte della dottrina sociale, la stessa dottrina che il polacco di cui sopra ha azzerato (santo, infatti) in tempi in cui la globalizzazione mette in serio pericolo parte di quei diritti che parevano acquisiti per sempre. Da qui la strategica apertura a temi considerati eretici da una buona fetta della Chiesa: terre a chi le coltiva, dignità per chi lavora, comunanza di ideali (comunismo) e finte comprensioni, ad esempio, per chi divorziato vuole risposarsi. E ci credo: i dati sui matrimoni in chiesa sono impietosi come lo sono quelli sui divorzi.

Un’operazione di maquillage in salsa religiosa che però conserva, ai piatti di portata, la medesima ricetta tramandata da Papa a Papa. Chiusura su tutto ciò che, normale negli altri Paesi in Italia è vissuto come falsa compassione. Chiusura su tutto ciò che, accettato e interiorizzato negli altri paesi, in Italia è derubricato a un semplice “creature che sbagliano”.

La solita litania che vede l’attuale governo rivoluzionario in silenzioso e passivo raccoglimento. Nessuna novità nemmeno su questo fronte, in un mondo che ci vuole sudditi rispetto allo Stato e pecorelle rispetto alle religioni.