Una riserva aggiuntiva di liquidità da 14 miliardi di euro per le casse del Tesoro. A prevederla, secondo quanto riporta Repubblica, è uno degli emendamenti “segnalati” alla legge di Stabilità, in base al quale le risorse della Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse) dovranno confluire appunto nel sistema di Tesoreria unica del ministero dell’Economia presso la Banca d’Italia. La Cassa è una specie di “banca” del settore dell’energia in cui finiscono diverse componenti tariffarie delle bollette e da cui escono i finanziamenti alle fonti rinnovabili, i bonus (sconti) garantiti alle famiglie numerose o in disagio economico a chi ha bisogno di macchinari medici ad alto consumo di energia e i conguagli alle società elettriche delle isole minori. In pancia ha, scrive Repubblica, quasi 5 miliardi raccolti dai clienti finali (a versarglieli sono i distributori di energia) più 9 miliardi del Gestore dei servizi energetici, la società che eroga in concreto gli incentivi alle rinnovabili. Per un totale di 14 miliardi di euro tondi.

La proposta di modifica al ddl di Stabilità, firmata da Oreste Pastorelli e Lello Di Gioia che chiamano però in causa il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, non prevede, in realtà, che quei soldi siano sottratti agli usi a cui sono destinati. Nessun esproprio, insomma. Il denaro resterà a disposizione, ma solo su richiesta e previa autorizzazione. Ma qual è il vantaggio per il Tesoro? Semplicemente, con quel tesoretto in tasca il ministro Pier Carlo Padoan potrà contare su una riserva di liquidità grazie alla quale sarà in grado di emettere meno titoli di debito pubblico. Risparmiando, dunque, sugli interessi da pagare ai risparmiatori che comprano Bot, Btp e altri titoli di Stato. Interessi che lo scorso anno, quando la zavorra del debito ha raggiunto quota 2.069 miliardi, sono ammontati a 82,04 miliardi di euro.

L’emendamento andrebbe ad aggiungersi all’articolo della Stabilità che già dispone il trasferimento alla Tesoreria unica delle disponibilità liquide delle Camere di Commercio, pari a circa 850 milioni di euro