Il Premier Renzi, di fronte a tanto disastro che sta devastando tutto il nord Italia, oggi ha avuto un momento di resipiscenza e si è  lasciato  andare ad una dichiarazione ampiamente condivisa da tutto il popolo italiano, ma senza arrivare, come suo solito, ad immediate e concrete considerazioni e conseguenze, sia politiche che gestionali.

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Nel 1986 uno dei Paesi all’avanguardia nella sensibilità ambientale in Europa, cioè l’talia, ritenne, attraverso un referendum di istituire il Ministero dell’Ambiente e di sottrarre tutte le competenze della Prevenzione Primaria (tutela del territorio) dal Ministero della Salute (Dipartimento di Prevenzione) a quello del neonato Ministero dell’Ambiente.

Senza rendersene conto, grazie alla ormai iniziata ideologia neoliberista “reaganiana” coniugata però all’italiana, cioè liberismo “ma senza controllo” alla “berlusconiana”, non solo abbiamo distrutto la politica ambientalista seria e competente,  cioè non alla “facite ammuina” del Pecoraro Scanio, politica ambientalista che era partita in Italia prima in Europa, ma soprattutto abbiamo segnato l’inizio, sinora del tutto incontrastato, della politica di autodistruzione dell’ambiente, e quindi della salute pubblica e dell’intero Sistema Sanitario Pubblico, privato della fondamentale Prevenzione Primaria.

Il tecnicismo burocratico “pro domo sua” che anche Report mostra con le “prodezze” dell’ex ministro Clini, dirigente generale medico, potentissimo burocrate del Ministero dell’Ambiente da oltre trenta anni, ben “parva materia” appare se consideriamo le telefonate, ormai desecretate da decenni, con le quali potenti burocrati appena insediati nel neonato Ministero dell’Ambiente costituiscono un potentissimo gruppo di “affari” tra burocrati ministeriali, servizi segreti deviati e camorristi, battezzando, insieme al Ministero dell’Ambiente, anche quello della ecomafia, che ha consentito e consente in Italia affari non inferiori ai 60 miliardi di euro l’anno ancora oggi, attraverso il più completo “liberismo” senza controllo nel trattamento, trasporto e smaltimento finale dei rifiuti speciali, industriali e tossici in Italia. In queste telefonate uomini dei servizi e burocrati si mettevano d’accordo con Carmine Schiavone per avviare le imprese di avvelenamento del territorio che hanno distrutto la mia Campania Felix, consentendo il più totale non controllo del territorio di cui oggi il nord Italia è vittima, nord Italia che ancora non si è reso conto di essere la prima Terra dei Fuochi in Italia, e soffre per tanto disastro ambientale di cui oggi persino il premier Renzi ha un momento di pentimento. Ma sarà solo un momento, probabilmente.

Le potentissime lobby industriali al governo da tempo in  Italia non consentiranno a Renzi più di un solo giorno di pentimento, e senza alcuna conseguenza politica seria, se non nel palleggiamento di responsabilità con le Regioni.

Venti anni di malapolitica nazionale nella tutela del territorio sono nate, sono state consentite e continuano ad esistere, grazie alla nascita di un Ministero dell’Ambiente italiano che sin dalla nascita è stato sempre interpretato e tradotto non nel motto “fare ambiente” ma soltanto in quello che potremmo definire il vero motto del Ministero dell’Ambiente italiano: “Affare Ambiente, sibi suisque”. Ministri ottimi come persone e come politici, come pure oggi il ministro Galletti, nel corso del loro mandato hanno il tempo solo di rendersi conto di quanto grande sia il loro livello di impotenza e di malaffare che circonda, anzi impregna, il Ministero dell’Ambiente.

Una per tutti? Mentre oggi l’Italia del nord affoga nel disastro del suo dissesto idrogeologico, noi tutti stiamo ancora aspettando i dati Ispra sulla produzione, flusso e smaltimento degli oltre 150 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti speciali, industriali e tossici, ancora privi di controlli satellitari nel 2014, ma autodichiarati, con moduli cartacei Mud, dalle stesse aziende, per “ridurre” l’eccessiva burocratizzazione.

Il Ministero, attraverso Ispra, ha assicurato che questi dati saranno finalmente resi pubblici in trasparenza alla fine di novembre 2014, sia pure aggiornati all’ormai preistorico 2012, mentre ci si fa belli della puntuale pubblicità annuale dei dati dei rifiuti urbani, ormai soltanto un sesto dei rifiuti prodotti in Italia, e di certo non quelli pericolosi per la salute pubblica, né quelli che costituiscono l’invincibile “Terra dei Fuochi”.

Una proposta vera, concreta, serissima, sorge quindi spontanea: eliminate definitivamente in spending review il “Ministero di Affare Ambiente” ed accorpatelo immediatamente in un unico Ministero come “Ministero della Salute con annessa Prevenzione Primaria e Tutela idrogeologica del Territorio”. E sui giornali mettete lo stesso titolo simbolo del terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980 in Irpinia: “Fate presto!”.