Un nome non c’è, ma di sicuro l’accordo tra Renzi e Berlusconi riguarderà anche il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. “E’ pensabile e auspicabile”, ha detto l’ex Cavaliere a Milano durante la presentazione del libro di Micaela Biancofiore. “Perché altrimenti bisognerà rivolgersi al Movimento 5 stelle. E abbiamo visto quali sono i loro candidati. Che Dio ce ne scampi!”. Insomma niente è stato ancora deciso, assicura Berlusconi, ma è scontato che il patto del Nazareno per le riforme riguarderà anche la decisione sul Capo dello Stato: “Col premier non abbiamo fatto ancora alcun nome per la scelta del successore, ma è pensabile e auspicabile che centrodestra e centrosinistra convergano per eleggere al Colle qualcuno che dia a entrambi garanzie di saggezza e equilibrio”. 

Solo mercoledì 12 novembre il leader Pd e il leader di Forza Italia si sono incontrati a Palazzo Chigi per parlare di legge elettorale, ma l’intesa che a volte sembra scricchiolare e a volte semplicemente serve per fare pressioni su alleati e colleghi di partito, stando ai piani riguarderà non solo la riforme in Parlamento. “Il patto del Nazareno sarà un percorso lungo, perché sentiamo forte l’esigenza di governare questo Paese”. E ha poi risposto a l’ex segretario Pd Bersani che poche ore prima aveva dichiarato che l’accordo con Renzi fa bene a Mediaset: “Non c’è nulla nel patto del Nazareno che riguardi Mediaset. Il titolo soffre per il calo di pubblicità”.

E rispetto alla nuova legge elettorale, Berlusconi si è detto contrario al premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione) e alla soglia troppo bassa per i piccoli partiti. “Anche noi siamo convinti che i patti si debbano rispettare e in questo caso significa accantonare queste due proposte”. Sono alcuni dei cambiamenti inseriti da Renzi dopo il vertice di maggioranza e che non sono piaciuti a Forza Italia. Ancora nessuno dei due ha voluto cedere dalla proprie posizioni, e la discussione probabilmente sarà in Parlamento. “Noi rispettiamo il patto del Nazareno perché sentiamo forte l’esigenza di rendere governabile questo Paese”, ha detto il leader del centrodestra, aggiungendo che questo si può fare solo con “un sistema monocamerale” e “bipolare”. “Un percorso lungo, ma speriamo di poterci arrivare”.

Berlusconi, tra una battuta sul maltempo (“Sono venuto in canotto, a casa mia c’è un lago”), e la spiegazione del perché indossa occhiali da sole (“Da quando mi hanno lanciato addosso quella statuetta ogni anno ho l’uveite”), si è presentato così a Milano all’incontro sul libro dell’azzurra Biancofiore. Ha poi parlato dei successori dentro il partito, descrivendo un centrodestra “in difficoltà nel confrontarsi con la sinistra” che invece ha un nuovo protagonista capace di portare cambiamento. La sua ala politica, invece, è ancora in attesa “di un leader maximo“. “Speriamo che qualcuno arrivi a essere riconosciuto come leader di tutti i partiti che potranno così fondersi assieme.  Ci sono tantissimi giovani bravi ma nessuno ha consenso e trasporto” degli elettori. Anche quando mi dicevano ‘metti i tuoi figli’, io rispondevo che non è il leader che deve indicare il successore ma è la gente che deve farlo”. Per ora, secondo il leader di Forza Italia, non c’è nessuno che possa convincere gli elettori e per questo “io sono ancora qui a reggere la bandiera”.