Cosa resterà del golfo di Taranto? E’ questa la domanda che mi sovviene guardando l’enorme concessione petrolifera che la Schlumberger Italiana richiede al Ministero dell’Ambiente nel mar Ionio. Si tratta del progetto d 3 F.P-.SC, per l’ispezione sismica tridimensionale con air gun in un area di oltre 4,000 chilometri quadrati e per acquisire circa 4,300 km di linee sismiche per una durata di 92 giorni.

Ci sono dentro tutti – Basilicata, Puglia, Calabria, con le province di Crotone, Cosenza, Matera e Lecce ed i comuni di Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Scansano, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro’ Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Nova Siri, Massafra, Cassano all’Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patù, Cirò, Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardò, Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.
Apro il file. La prima cosa che dicono è che “non è contemplato, in nessun momento, di procedere con alcun tipo di perforazione finalizzata all’esplorazione, né tanto meno allo sfruttamento di eventuali giacimenti.

golfo di taranto

In nessun momento. Benone. Quindi fanno le indagini per passatempo? Per amore della conoscenza? O dicono cosi solo per prenderci in giro? Continuo a leggere e poi aggiungono: “La proposta di prospezione geofisica è scaturita dalla necessità di perfezionare la conoscenza del sottofondo marino in quest’area, caratterizzata da un’interessante potenzialità mineraria, e di mettere a disposizione delle compagnie che operano nell’area i dati ad alta risoluzione ottenuti con le prospezioni geofisiche.”

Ah, eccola la verità: c’è una interessante potenzialità mineraria e le “compagnie che operano nell’area” possono usare questi dati, e quindi la Schlumberger offre di “perfezionare la conoscenza del sottofondo marino”. Ma, di quali compagnie si tratta? Di compagnie turistiche, di ditte di pesca? Molto più probabile che si tratti di ditte petrolifere che hanno come scopo quello di trivellare, soprattutto visto che la stessa Schlumberger si autodefinisce “la più grande compagnia al mondo di servizi per le società petrolifere”.

Come dire: non preoccupatevi, prendiamo solo i dati, facciamo tre mesi di air gun, chissà, magari ci lascia le penne qualche cetaceo, ma alla fine non siamo noi a trivellare, sarà un altro!
La cosa che lascia interdetti è che questa concessione “si sovrappone” ad altre già esistenti, dell’Eni, dell’Enel Longanesi, della Transunion. Interessante soprattutto che qui si tratta di air gun, per le concessioni già in itinere si trattava di permessi di ricerca che di solito prevedono il pozzo. Due concessioni per due operatori diversi sullo stesso sito e in ordine contrario alla logica. Non c’è né capo né coda, lo so.

Ad ogni modo, la tecnica di air gun che la Schlumberger intende usare nello Ionio è la stessa che aveva proposto per i mari di Sardegna. Ci sarà una batteria di 24 pistole con violenti spari di aria compressa ogni 5-15 secondi fino a 260 decibel, un bombardamento di intensità elevatissima per le specie acquatiche. Più forte dell’air gun ci sono solo i terremoti ed i vulcani nei sottofondali marini.

Tutto sarà fatto per la protezione dell’ambiente – ovviamente – ma è strabiliante il numero di parchi marini, di riserve naturali, di siti di importanza comunitaria, di zone speciali protette, di zone di sosta per uccelli migratori, e di aree sottoposte a vincoli paesaggistici che in qualche modo saranno impattate da questa proposta della Schlumberger e di chiunque ne compreà i dati. C’e’ pure l’area specialmente protetta di importanza mediterranea Porto Cesareo.

Ci sono qui specie animali e vegetali protette da ogni convenzione europea e mediterranea possibile – fra cui la tartaruga Caretta Caretta, la tartaguga verde, la tartaruga liuto e la Posidonia Oceanica, nonché coralli e grotte sommerse. Ci sono aree di riproduzione di naselli, gamberi, scampi. Per l’area di ripopolamento ittico di Rossano Calabro la Sclumberger dice che “si trova a profondità enormemente più basse di quelle che si trovano nell’area in istanza di permesso di prospezione”. Ma cosa vuol dire? L’air gun arriva fino al sottosuolo. Dove si trova allora la riserva di pesca? Sotto la crosta terrestre?

Continuo a leggere il progetto. Mi colpisce veramente la superficialità degli scriventi. E’ tutto estremamente ridotto, trascurabile, nullo. Elencano tutti i minimi dettagli del numero di abitanti della Calabria, e ci dicono che si fermeranno per venti minuti se incroceranno un cetaceo, ma poi…poi non riescono (o non vogliono!) vedere e a discutere il tutto in una ottica più grande. Cosa resterà del golfo di Taranto se questa concessione diventa produttiva, anche fra dieci o venti anni, e considerato che nella zona ci sono almeno altre sei concessioni petrolifere?

Non si tratta solo di air gun quanto del primo passo verso il trivellare l’intero golfo di Taranto allo scopo di tirare fuori una sostanza inquinante in un posto ecologicamente fragile che avrà bisogno di infrastruttura pesante per anni a venire. Se li lasciamo fare, cambierà tutto in un modo o nell’altro: l’ecosistema è uno solo, come uno solo è il golfo di Taranto, un mare semichiuso dove già c’è dell’altro.

Ed è per questo che è veramente tragico che lo Sblocca Italia renda il processo decisionale meno partecipativo: che ne possono sapere i burocrati di Roma delle bellezze silenziose di Porto Cesareo? E di tutti quegli altri altri siti protetti? O della gente che va al mare di Santa Maria di Leuca? O vogliamo veramente credere che tutte queste trivelle mai e comunque avranno effetti e che tutto è veramente trascurabile, nullo, minimizzato?

La domanda è sempre la stessa: in questa nazione vogliamo essere una enorme Gela, o una enorme Taormina? Qui le immagini di tutte le concessioni petrolifere che tappezzano il golfo di Taranto.