In Tv va forte l’abbandono in diretta. Non solo quello del telespettatore, ma anche quello dei protagonisti in studio. Giovedì sera, addirittura due in un colpo solo. Abbandona l’ospite debuttante nel programma al debutto (l’imprenditore Brambilla a Announo, La 7); e abbandona il professionista (dell’abbandono): Morgan a X-Factor, SkyUno.

Attenzione: non la singola puntata sul singolo scazzo, ma proprio le dimissioni in blocco dal programma e in qualche modo anche da se stessi, essendo Morgan socio fondatore del talent musicale e per l’ennesima volta membro della giuria. La motivazione del gran rifiuto è tutta interna al meccanismo; Morgan si era trovato costretto a scegliere tra due gruppi della sua squadra e ha, suo malgrado, deciso di eliminare gli Spritz for Five, arrivati al ballottaggio contro i Komminuet.

Nulla di così sorprendente, visto che stiamo parlando di una gara che fin dalla sua nascita prevede l’eliminazione progressiva dei partecipanti; forse si poteva pensare a un Patto del Nazareno con Fedez per alzare la soglia di sbarramento, ma ormai era troppo tardi. Eppure Morgan ha visto nell’eliminazione risvolti storici, se non addirittura epocali: “La guerra fratricida è la cosa peggiore che possa succedere, pensate alla guerra civile degli Stati Uniti”.

Ci abbiamo pensato: i Komminuet come il generale Grant, e Morgan medesimo come erede naturale di Abramo Lincoln: “Arrivederci. Non c’entro più nulla con le derive che ha preso questa trasmissione. Vi ringrazio. È stato bello.” Se si dovesse fare la hit parade degli abbandoni, questo è da podio: puro fulmine a ciel sereno, nella puntata che aveva come filo conduttore la denuncia del bullismo.

Proprio ora che Morgan ha dismesso la paraphernalia da pirata dei Caraibi e ha optato per un taglio di capelli quasi anonimo. Ma niente, quando uno ha il fattore M (come Morgan, ma anche come Me ne vado) nessuno glielo può togliere, nemmeno Victoria Cabello, nemmeno l’ironia di Twitter, da Selvaggia Lucarelli che ha ricordato come questo fosse l’addio numero dieci a X-Factor (su otto edizioni), alla pietra tombale di Johnny Palomba: “Morgan, o sul come prenderla bene”.

Quanto alla deriva, in Tv ce n’è più di una a lasciare perplessi. La similitudine tra un talent show musicale e la guerra di secessione americana ci illumina su una megalomania sempre più diffusa, soggetta all’esondazione più di un fiume. Una deriva, appunto.

Con conclusione particolarmente coerente: per tirarsi fuori dalla logica separatista, che fa Morgan? Si separa.

Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2014