Più di un negozio su due non fa scontrini fiscali o li emette in modo irregolare. A segnalarlo è un’indagine dell’Adnkronos in collaborazione con associazioni di categoria e dei consumatori. Lo studio arriva a una settimana di distanza dall’annuncio dell’Agenzia delle entrate sulla prossima “archiviazione” dello scontrino, che diventerà obsoleto quando, come previsto dai piani della nuova direttrice Rossella Orlandi, andrà a regime la completa tracciabilità dei pagamenti con contestuale trasmissione telematica dei corrispettivi. Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Enrico Zanetti, ha anche anticipato che il governo sta studiando l’introduzione di un bonus fiscale per spingere commercianti, artigiani o professionisti a dotarsi dei necessari dispositivi digitali per memorizzare i pagamenti e segnalare direttamente le transazioni al fisco.

Nell’attesa di questa rivoluzione, il quadro resta preoccupante. Le punte massime di mancata emissione si registrano a Napoli, con l’83% degli esercizi che non rilasciano il documento fiscale. Genova si conferma invece la città con meno irregolarità, con il 18 per cento. Intorno alla media Roma, Milano e Palermo, con percentuali che oscillano tra il 45 e il 50 per cento. Il rapporto, nato da un monitoraggio condotto tra 15 settembre e 15 ottobre, tratteggia la geografia dell’evasione “minuta”, quella che nasce da piccoli importi ma, moltiplicata su tutta l’Italia, arriva ad accumulare cifre consistenti: dai conti della pizzeria appuntati sul bordo di una tovaglia di carta al cornetto con cappuccino pagato direttamente al bancone del bar. Fino a macellaifruttivendoli e negozi di alimentari che tengono spento il registratore di cassa.

Ed è proprio per far fronte a questa situazione che i tecnici del ministero dell’Economia puntano su fatturazione elettronica e invio telematico dei dati sui flussi di pagamento. In teoria molto più sicuri e affidabili del sistema attuale, introdotto negli anni ottanta con poche eccezioni. L’esonero dall’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale è previsto per esempio per i tabacchi, i carburanti per l’autotrazione, i giornali, i prodotti acquistati ai distributori automatici. Esclusi dall’obbligo anche i conducenti di taxi (che però in caso di specifica richiesta del cliente sono tenuti al rilascio della fattura) e alcune attività considerate minori, come quelle di ciabattini, ombrellai e arrotini.