Prove di dialogo, in Emilia Romagna, tra l’ala dei renzianissimi della prima ora e parte della Lega Nord che dice di non riconoscersi nelle politiche del segretario Matteo Salvini. Nella Sala Farnese del comune di Bologna, giovedì 13 novembre, il sindaco del Pd di Castenaso Stefano Sermenghi si confronterà sui temi della sicurezza e del degrado con Flavio Tosi, primo cittadino di Verona. A invitarli al dibattito, dal titolo ‘Un sindaco in prestito per una sera’, è stato Manes Bernardini, consigliere regionale appena uscito dalla Lega sbattendo la porta, per dissapori sempre con Salvini, che ha fondato il movimento “Insieme Bologna”.Un incontro che non piace al padrone di casa, il sindaco Virginio Merola, che non è stato invitato. Bernardini ha preferito Sermenghi che ha accettato senza riserve. “Io ho l’approccio alla politica di Renzi – spiega – devo andare a bussare, chiedendo permesso, anche dove non c’è il mio bacino elettorale. Inoltre voglio dimostrare che i temi della sicurezza e del degrado sono cari anche al centrosinistra”. Secondo Seremenghi, con la Lega Nord e, in particolare con Tosi, ci sono “dei punti di contatto”.

La partecipazione di Sermenghi al confronto, però, non è piaciuta per niente al Pd bolognese che è rimasto spiazzato dal fatto che abbia accettato l’invito. L’incontro arriva in un momento delicato: a pochi giorni dal voto per la Regione e subito dopo le polemiche per il comizio di Salvini nel campo nomadi di Bologna e l’aggressione dei centri sociali. Molti considerano la sua presenza inopportuna e, nei corridoi tra i democratici si dice anche che Merola non abbia preso benissimo il mancato invito nei suoi confronti. Bernardini spiega senza mezzi termini perché ha preferito Sermenghi al primo cittadino bolognese: “L’amministrazione bolognese ha mancato nella risposta al degrado e al tema della sicurezza. E’ schiava della coalizione con Sel che impedisce risposte pronte e pragmatiche su questi fronti”.

Con Sermenghi, invece, Bernardini ha trovato punti di convergenza. Così quello che si terrà in Sala Farnese potrebbe essere un laboratorio politico all’interno di una strategia più ampia. Di dialogo e di confronto fra l’ala moderata della Lega e quella più intransigente del Pd sul tema della legalità. Castenaso, la città governata da Sermenghi, vanta un primato singolare: nel 2013 era il comune con la minor quota di immigrati in regione, solo il 5,4%. Il primo cittadino, poi,  ha modificato un regolamento di polizia urbana introducendo la categoria di “accattonaggio molesto” che consente agli agenti di intervenire ogni qual volta un mendicante chiede l’elemosina davanti a una vetrina. “Sono provvedimenti che abbiamo preso per difendere le persone più deboli dalle molestie di chi chiede insistentemente l’elemosina” spiega. Sempre a Castenaso, i servizi sociali sono impegnati quotidianamente per evitare che più famiglie straniere vivano nello stesso condominio popolare.  “Evitiamo di concentrare tutti gli stranieri nello stesso stabile, anche perché alcune etnie non si sopportano” precisa Sermenghi. Una strategia che Bernardini vorrebbe esportare anche a Bologna “soprattutto in zone come il Pilastro e la Barca che sono dei ghetti e possono trasformarsi in polveriere”. Sermenghi è anche molto attivo sul tema della sussidiarietà: più spazio all’associazionismo per favorire il controllo del territorio. Ma il suo essere renziano ad oltranza – in un Comune reso ancor più visibile dal fatto che la sorella del premier, Benedetta Renzi, ne è assessore alla Scuola – dà a Sermenghi anche qualche grattacapo. Il mese scorso si è dimesso, insieme alla sorella del segretario del Pd e ad altri 16 renziani, dal coordinamento del Pd di Castenaso, in polemica con il segretario Giuliano Sacchi che, con altri 12 membri (la maggior parte cuperliani), portava avanti una lotta contro la segreteria di Renzi e i suoi sostenitori.

L’incontro bolognese sarà anche un’occasione per definire la strategia di Bernardini che spiegherà perché ha lasciato la Lega. Amatissimo dai leghisti bolognesi, con la sua fuoriuscita dal Carroccio ha causato la restituzione di molte tessere del partito da parte dei militanti delusi dal trattamento riservatogli da Salvini. Ora – spiega – “il mio obiettivo è riportare al centro della politica Bologna e i cittadini e rimettere in moto la cittadinanza attiva”. Il traguardo da raggiungere secondo Bernardini: “Costruire una base di consenso fra tutti coloro che non si riconoscono più nelle politiche del centrodestra e presentarmi in campo elettorale nel 2016”.