Non saprei di chi fidarmi fra Renzi e Berlusconi. E’ una bella gara, Diciamo che entrambi sono affini nel dire delle cose e pensarne delle altre, sono molto simili in questo”. Sono le parole di Massimo D’Alema, ospite di “Otto e mezzo”, su La7. Il presidente della Fondazione italiani europei si sofferma sull’operato di Renzi e osserva: “Il declino della destra sembra consegnare al “partito di Renzi”, come lo chiamano i commentatori più favorevoli, una sorta di posizione dominante e centrale, un nuovo motore immobile della politica italiana. Se fosse così, non sarebbe un fatto positivo. Io sono per l’alternanza destra-sinistra”. E aggiunge: “Il problema è che Berlusconi oggi è diventato il principale ostacolo di questa destra. Si è talmente innamorato di Renzi che lo ha scelto come suo erede, ma, a questo punto, se il maggior esponente dell’opposizione si innamora del capo del governo è finita l’alternanza. Tra Renzi e Berlusconi c’è un feeling, almeno indubbiamente da parte del Cavaliere. Non lo nasconde, d’altro canto”. D’Alema poi rifila una nuova stoccata al nuovo governo: “La situazione economica è grave, ma, se lo dico io, mi chiamano “gufo”. Il Paese vive un grande contrasto tra l’ottimismo della parole, e in questo Berlusconi fu battistrada, e il pessimismo non dei gufi, ma dei fatti. Il Paese ha bisogno di uno spirito maggiore solidarietà e di armonia. E invece il governo ogni giorno litiga con qualcuno, individua dei nemici: o i burocrati di Bruxelles o i conservatori del suo partito”. E sottolinea, a proposito dei rapporti interni al Pd: “Se qualcuno pensa che la sinistra abbia smobilitato, si sbaglia. Fa un calcolo sbagliato e secondo me si troverà di fronte a qualche sorpresa. Nel nostro Paese ci sono questi innamoramenti. Però se poi dopo non succede qualcosa, subentra il disamore, anche con una rapidità estrema.Il rischio è che a un certo punto una parte di questo partito prenda un’attitudine un po’ più combattiva. La pazienza ha un limite”. Sul toto-nomi per il Colle, D’Alema dichiara: “Il Quirinale? Per me le possibilità sono vicine allo zero, Renzi punta su persone che gli sono fedeli. Ecco, io non sono un fedele perché ragiono con la mia testa e per questo non rientro nelle grazie del Segretario del mio partito”. E aggiunge: “Ci vuole una personalità forte e penso che sia tempo di eleggere una donna capo dello Stato. Il Paese è maturo, stramaturo per questo. Spero sia un grande appuntamento della politica italiana con il buon senso. Io ho avuto parte sia nell’elezione di Ciampi che nell’elezione di Napolitano. Sono state due scelte di prim’ordinedi Gisella Ruccia