Un macabro gioco di parole a fini pubblicitari. Il Comitato di controllo per la pubblicità ha ordinato l’immediata sospensione del messaggio promozionale del nuovo libro di Magdi Allam, “Non perdiamo la testa. Il dovere di difenderci dalla violenza dell’Islam”. Il libro era stato pubblicizzato su “Il Giornale” del 19 ottobre accanto alla foto del giornalista americano James Foley, poco prima di essere decapitato da un boia dell’Isis. Il claim, accanto, recitava: “2014, l’anno dei tagliagole“.

Il Comitato di controllo ha accolto l’esposto della famiglia Foley e dell’associazione Media e Diritto, come rivelato dal l loro legale, l’avvocato Luca Bauccio. Il Comitato, si legge nell’ingiunzione,  ha definito il messaggio “macabro”, nonché un “cinico strumento di sfruttamento di sentimenti primari”. Inoltre la pubblicità del libro avrebbe utilizzato senza alcuna autorizzazione l’immagine di Foley e risulta “in contrasto con l’art. 10 del Codice di autodisciplina pubblicitaria che impone il rispetto della dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni”.

“Il Giornale”, viste le numerose critiche per il discutibile messaggio pubblicitario, aveva già provveduto a rimuovere la foto del reporter Foley, ucciso in Iraq il 20 agosto, come i colleghi Steven Sotloff, David Haines e Alan Henning. Anche lo stesso Allam aveva usato il gioco di parole legato al titolo del libro, per pubblicizzare il suo testo nella foto di copertina del suo profilo Facebook. Dopo le polemiche, l’ex vicedirettore del Corriere della sera aveva sostituito la foto con una vignetta in cui il soggetto decapitato è lo stesso Allam, mentre il sicario rappresenta l’Ordine dei giornalisti che lo condanna per islamofobia, in riferimento alla procedura che l’Odg ha avviato nei suoi confronti. Lui aveva risposto in questo modo, incalzato dai messaggi di solidarietà dei fan: “Qualora il cristianesimo dovesse riconoscere l’Islam e legittimare Maometto, compirebbe un suicidio perché rinnegherebbe i cardini della fede”. Magdi Allam, nato musulmano, ha ufficializzato la sua conversione al Cattolicesimo nel 2008, assumendo il nome Cristiano.