Dopo 7 anni di ricorsi, tra Commissione Europea e Stato Italiano sull’emergenza rifiuti in Campania, alla fine la sentenza è arrivata. Ci si riferisce alla sentenza n. 144/14, pubblicata in data 06.11.2014 sul sito della Corte di Giustizia Ue, nella causa C-385/13 tra Italia / Commissione Europea, con la quale la Corte di Giustizia ha respinto tutti gli argomenti dell’Italia ed il ricorso nel suo complesso e giustifica il rifiuto della Commissione Europea di pagare all’Italia i contributi finanziari per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti in Campania.

Galletti-675L’Italia è stata riconosciuta colpevole di non aver messo in atto uno smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell’uomo e senza pregiudizio all’ambiente.

E’ una vecchia storia che si trascina dal 2007, anno in cui fu aperta la procedura d’infrazione n.2195/2007 da parte della Commissione Europea che richiamava il nostro Paese all’osservanza della normativa comunitaria sull’Ambiente (Dir. 2006/12/Ce); a tale procedura nel 2010 seguiva una sentenza della Corte di giustizia, che confermava la violazione della suddetta direttiva.

Nonostante la sentenza, l’Italia continuava nella mala gestione dei rifiuti, non perseguendo in tal modo l’obiettivo europeo di un elevato livello di protezione ambientale.

Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea – osserva il ministro Galletti – la Campania perde definitivamente molti milioni di euro di fondi Ue che avrebbero dato un importante contributo alla gestione del problema dei rifiuti“.

Parlando in termini economici, quanto detto dal ministro si traduce in milioni di euro, ben 18 milioni per adesso; 18 milioni di fondi Fesr che la Commissione non ci rimborserà e che saranno sottratti ai servizi territoriali. Siamo di fronte ad un conto salatissimo destinato a lievitare finchè il problema non sarà risolto secondo gli standard europei.

Vorrei ricordare che l’Italia non è la prima volta che viene condannata per infrazione delle Normative comunitarie. Quello dell’ambiente è il capitolo più nutrito con ben 19 procedure di infrazione ad oggi: 6 riguardano il tema dei rifiuti: – proc. Infrazione n. 2077/2003 (causa C-196/13 e C-135/05) misure di controllo sulle discariche abusive, la commissione adisce la Corte di Giustizia Ue “in quanto su tutto il territorio italiano vi sono numerose discariche irregolari, per le quali le Autorità italiane non hanno eseguito le necessarie attività di ripristino o bonifica” (4); – la proc. Infr. n. 2197/2007 sull’emergenza rifiuti in Campania (causa c-297/08) che ha portato alla sentenza sopracitata; – la proc. Infr. n. 2215/2011 sulle discariche di rifiuti in Italia e la 4021/2011 sulla discarica di Malagrotta (causa c-323/13) andata a sentenza. Poi ci sono altre 2 procedure d’infrazione, sul mancato e non corretto recepimento della direttiva 94/62/Cee relativa agli imballaggi e rifiuti d’imballaggio (- proc. infr. 2123/2014 e 0402/2013).

Dalle suddette procedure di infrazione aperte dalla Commissione Europea, si evince, che il problema della gestione dei rifiuti sia da estendere a tutta l’Italia, potremmo dire “tutt’Italia è Campania”.

Il ministro Galletti, ha sottolineato che “pende sull’Italia il rischio imminente di una nuova procedura d’infrazione proprio sul ciclo dei rifiuti in Campania (in merito ad una sentenza del 2010 della Corte Eu mai applicata), che costringerebbe il nostro Paese a pagare multe salatissime per 228 milioni di euro, con il rischio ulteriore di perdere la possibilità di accedere ai nuovi fondi messi a disposizione dall’Ue”. Quindi sarà molto probabile che a breve termine arriverà un’ulteriore condanna di ben 228 milioni di euro, perché le procedure d’infrazione art. 258-260 Tfue, non terminano fin quando lo Stato membro non risolve definitivamente il problema.

Sulla questione il ministro Galletti ha anche affermato che: “È necessario che la Regione Campania metta in atto azioni idonee a garantire una corretta gestione dei rifiuti, in esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia.”. E che non bastano le misure governative finora adottate (Piano Regionale e art. 35 dello Sblocca Italia).

Non bastano più i bei progetti e le belle parole, perché l’Europa vuole i fatti. Urge una fattiva collaborazione tra Regioni e Stato per risolvere definitivamente il problema ed evitare ulteriori sanzioni finanziare, considerando che ci vorranno molti anni per adeguare alle norme europee la gestione dei rifiuti nel nostro Paese. Il problema rifiuti quindi si impone tra le priorità inderogabili del Governo.