A Carmelo Barbagallo, segretario organizzativo della Uil, manca solo l’ultimo passo per arrivare al vertice del sindacato. Un ultimo passo, tuttavia, non privo di polemiche. Durante il consiglio nazionale, il segretario generale uscente Luigi Angeletti ha rimesso il suo mandato e ha ufficializzato l’esito delle consultazioni per individuare il suo successore. Il nome era già scritto dallo scorso gennaio, quando appunto Barbagallo è stato indicato come segretario generale aggiunto della Uil. La nomina ufficiale arriverà dal congresso nazionale del sindacato, che si terrà a Roma dal 19 al 21 novembre.

Eppure, c’è chi si oppone a questo scenario. Magda Maurelli, ex segretaria generale della Uil Temp, il sindacato dei lavoratori atipici, da mesi si batte per impedire la scalata di Barbagallo ai vertici dell’organizzazione. Lunedì mattina alla sindacalista, eletta nel 2010 all’interno del consiglio nazionale, sarebbe stato negato l’accesso alla riunione che avrebbe sancito la designazione del suo rivale. Maurelli sostiene di essere stata “bloccata dallo staff di Carmelo Barbagallo” per impedirle la partecipazione ai lavori. Da parte sua, il sindacato risponde per bocca del leader dimissionario Angeletti: “Abbiamo scoperto che da segretario generale della Uil Temp non pagava la quota di iscrizione alla Uil”. “I mancati versamenti risalgono almeno a gennaio 2014”, precisa Leopoldo Lucioli, rappresentante legale della Uil Temp. “Di conseguenza, Magda Maurelli non può considerarsi iscritta alla Uil”. L’interessata respinge le accuse al mittente: “Ho sempre pagato tutte le mie quote, è stato solo un modo per farmi fuori”.

La polemica è solo l’ultimo atto di uno scontro, in corso da tempo, tra l’ex segretaria Uil Temp e i vertici della confederazione. Il 5 settembre scorso, Maurelli ha annunciato la sua candidatura alla segreteria generale della Uil. “Candidata da chi? Anch’io vorrei diventare presidente della Repubblica, ma non è questo il sistema”, risponde sarcastico Barbagallo. “Per candidarsi bisogna essere iscritti Uil e fare parte di organismi delle categorie di appartenenza. E poi bisogna passare attraverso le assemblee congressuali, che sono cominciate a febbraio: io ne ho fatte più di 70 e non ho mai visto Magda Maurelli”. “Di tutto questo non c’è traccia nello statuto della Uil”, replica l’interessata, che cita l’articolo 6, ribadendo di essere una tesserata a tutti gli effetti: “Tutte le iscritte e tutti gli iscritti alla Uil (…) hanno il diritto di essere elettrici, elettori ed eleggibili a tutte le cariche interne all’organizzazione” e di “essere candidabili per le strutture della Uil”. “Magda Maurelli non è stata nemmeno delegata al congresso dalla sua categoria”, incalza Barbagallo. “La sua candidatura non sta in piedi, è un’anomalia”.

Sarà, ma non è l’unica. Lo statuto Uil, all’articolo 51, prevede che per la carica di segretario non possano essere eletti “coloro che al momento della elezione abbiano superato il limite di età per il collocamento in pensione di vecchiaia previsto per gli uomini”, che si attesta a quota 66 anni. Barbagallo di anni ne ha 67, compiuti a maggio, ma potrà comunque diventare segretario. Questo grazie al regolamento attuativo dello statuto: il documento stabilisce che quella norma decorre “a partire dal giorno successivo alla data di chiusura del 16° congresso confederale”, cioè quello che si appresta a sancire l’elezione di Barbagallo.

E ancora, dal segretario generale aggiunto arriva un’ulteriore stoccata nei confronti di Maurelli: “Non è neanche più dirigente sindacale. La sua candidatura è un’invenzione che ha fatto dopo essere stata sfiduciata dalla sua categoria, probabilmente per rientrare dalla finestra”. L’episodio in questione è datato 29 luglio 2014, giorno dell’esecutivo nazionale della Uil Temp. “Da quando ho negato il mio appoggio alla candidatura di Carmelo a segretario generale”, ribatte Maurelli, “sono iniziate una serie di azioni per assoggettare le opposizioni interne. Lui ha la capacità di convocare i segretari regionali e fare firmare documenti di sfiducia, come è successo a me”. Una circostanza seccamente smentita dallo stesso Barbagallo: “Queste sono solo illazioni“.

A finire sotto attacco, tuttavia, non sono solo i meccanismi di “assoggettamento” all’interno del sindacato, ma anche quell’intreccio di relazioni legate al gruppo dirigente definito dagli oppositori “sistema Barbagallo”. “Il sindacato è gestito da burocrati d’apparato che si autoconservano e autogarantiscono”, aggiunge Maurelli, facendo riferimento in particolare a Pietro Larizza, ex segretario generale della Uil prima di Angeletti, e Rocco Carannante, tesoriere della confederazione. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta l’anello di congiunzione tra il sindacato e la compagnia assicurativa Unipol. Un sodalizio che, benché connesso alla necessità di fornire prestazioni assistenziali agli iscritti, lega il sindacato a un gruppo con una storia recente segnata dalla discussa fusione con la Fonsai dei Ligresti, dall’inchiesta per aggiotaggio che coinvolge l’ad Carlo Cimbri e dal ruolo ambiguo della Consob. A cementare questo legame, la presenza costante di Carannante in diverse società della galassia Unipol e di quella Uil. Il tesoriere del sindacato, innanzitutto, fa parte del consiglio d’amministrazione di Unipol Gruppo Finanziario. E dal suo curriculum, pubblicato sul sito del gruppo assicurativo, si evincono altri ruoli. Come quello di vicepresidente di Unisalute, la società di Unipol che gestisce l’assistenza sanitaria. L’azienda è partecipata con una piccola quota, pari allo 0,29%, dalla Laborfin, società controllata al 100% dalla Uil, della quale, ancora una volta, Carannante risulta consigliere delegato. A questo si aggiunge la carica di presidente di Labor Uil, che si occupa del patrimonio immobiliare della confederazione, e quella di consigliere di Caf Uil, che gestisce i centri di assistenza fiscale del sindacato. Senza dimenticare Euroservizi Uil, società di mediazione creditizia, e Arcadia Concilia Uil, che si occupa invece di mediazioni in cause giudiziali, dove Carannante compare ancora come consigliere.