LA GIORNATA

Dieci reti in due partite: Juventus e Roma si sfidano a distanza a suon di gol per la vetta della classifica. Se la vittoria dei bianconeri contro il Parma è più che tennistica, anche il successo dei giallorossi contro il Torino è comodo e autoritario. Così il campionato va alla terza sosta stagionale con un duello ben definito per lo scudetto. E comincia forse a delinearsi anche la corsa al terzo posto, dove per la prima volta dall’inizio del campionato sale il Napoli, che a Firenze trova un successo pesante (il secondo consecutivo) e approfitta del pareggio nell’anticipo tra Sampdoria e Milan. E con Inter e Fiorentina sempre più in crisi, e lo stop inatteso della Lazio, i partenopei sembrano a questo punto favoriti per la qualificazione in Champions League. In coda, invece, successi pesantissimi per Empoli e Chievo Verona, trascinato alla vittoria dalla rinascita di Sergio Pellissier. Di nuovo ultimo, allora, il Parma di Donadoni

IL BUONO 

È stata una giornata divertente, che ha regalato gol vecchi e nuovi. Il più spettacolare di tutti lo ha firmato Carlos Tevez: uno slalom speciale fra i paletti dell’immobile difesa del Parma che vale la vetta della classifica cannonieri e anche la candidatura a rete più bella della stagione. Ma il vero colpo della giornata lo ha messo a segno l’Empoli, capace di fermare la corsa Champions della Lazio dopo sei risultati utili consecutivi. E il merito va anche a Federico Barba, 21 anni, difensore scuola Roma che ha contribuito al successo con la sua prima rete in campionato. I toscani probabilmente non sono attrezzati per la Serie A ma dimostrano di meritare questo palcoscenico per impegno e applicazione. E anche coraggio, perché Sarri si è giocato una partita complicata schierando in difesa due centrali che insieme raggiungono 41 anni. E se Barba ha anche segnato, Daniele Rugani ha dimostrato ancora una volta di essere un predestinato: classe ’94, guida la retroguardia come un veterano, non a caso già nel giro della nazionale.
Chi invece di gol in Serie A ne ha fatti tanti ma non ne segnava da un po’ (dal settembre 2013, per la precisione) è Sergio Pellissier. Lo avevano dato per finito, la società voleva anche scaricarlo in Serie B. Ma ad abbandonare la sua casa non ci ha pensato neanche un secondo. E nel momento del bisogno si è fatto trovare pronto con una doppietta. Per tenere ancora vivo, a dieci anni e passa di distanza, il “miracolo Chievo”.

IL BRUTTO

Venticinque minuti è durata la partita di Lorenzo Insigne contro la Fiorentina, a causa di un infortunio al ginocchio destro che andrà valutato nelle prossime ore ma non promette nulla di buono. Ed è davvero una disdetta per il piccolo genio napoletano, che finalmente sembrava essersi scrollato di dosso le difficoltà degli ultimi due anni. Decisivo e spettacolare come mai prima d’ora contro la Roma, la stagione di Insigne rischia di interrompersi proprio sul più bello. Sarebbe un peccato, perché la Serie A ed il calcio italiano (ancor prima del Napoli) hanno un disperato bisogno di talento in questo momento. Per lo stesso motivo auguri di pronta guarigione anche a Federico Bernardeschi, fermato in settimana da una grave frattura al malleolo che lo terrà lontano dai campi per almeno cinque mesi: classe ’94, è uno dei prospetti migliori del nostro calcio. E questa avrebbe già potuto essere la stagione della sua consacrazione. L’appuntamento, comunque, è solo rimandato: il tempo è dalla sua parte.

IL CATTIVO

Mazzarri, Donadoni. E Vincenzo Montella: tre allenatori che convincono poco o per nulla i loro tifosi, in questo periodo. La crisi dell’Inter non fa più notizia. E neppure quella del Parma, se non fosse che il cappotto di 7-0 rimediato contro la Juventus rappresenta la peggior sconfitta della storia del club in Serie A: un altro record negativo di un’annata davvero da dimenticare, che rischia di concludersi nel peggiore dei modi se la società non riuscirà ad intervenire. E a questo punto anche l’esonero del tecnico (sicuramente il minor colpevole) potrebbe essere una soluzione.
Diversa invece la situazione di Montella. L’ex “aeroplanino” certo non è in bilico, ma la Fiorentina è una delle delusioni di quest’inizio campionato: contro il Napoli è arrivata la seconda sconfitta consecutiva, che fa sprofondare i viola all’undicesimo posto. È vero che Montella è sempre senza Rossi, ha appena recuperato Mario Gomez e ora ha perso pure Bernardeschi, ma le assenze non possono essere un alibi in eterno. E chissà che alla lista dei cattivi nelle prossime settimane non si aggiunga anche l’allenatore della Nazionale Antonio Conte: le sue convocazioni per il doppio impegno contro Croazia e Albania sono state davvero sorprendenti. Tornano Balotelli (in crisi nera al Liverpool) e Cerci (ai margini all’Atletico Madrid). E debutta a 33 anni Moretti: non proprio decisioni coerenti con la meritocrazia e il “progetto giovani” sbandierati dal ct. Ma sarà il campo a valutare le scelte di Conte.

Il SONDAGGIO


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