Barriere, fisiche, ma anche simboliche e mentali. Linee di confine fatte di cemento che continuano a dividere i popoli. Da 25 anni il Muro di Berlino non c’è più, ma barriere di sicurezza e di separazione sono ancora in piedi in vari angoli del mondo, mentre in Ucraina c’è chi recentemente ha annunciato di volere costruire un muro alla frontiera con la Russia, per difendersi da Mosca.

Ucraina – Era lo scorso giugno quando, nel pieno della crisi tra la Mosca e Kiev, il miliardario Ihor Kolomoisky si offrì di finanziare la costruzione di una barriera tra la Russia e l’Ucraina, mettendo a disposizione 100 milioni di euro. Il 3 settembre l’idea veniva rilanciata dal premier ucraino Arseni Iatseniuk e 2 giorni più tardi il governo di Kiev approvavav il progetto: una barriera di cemento, un fossato, telecamere di sicurezza, filo spinato e, all’occorrenza, anche mine anticarro. “Il nostro obiettivo e’ quello di stoppare l’attivita’ pro-russa”, spiegava l’11 settembre il colonnello Andriy Lysenko, portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza e di difesa. L’infrastruttura difensiva, ha assicurato, “sara’ in grado di bloccare qualsiasi tentativo di infiltrazione terroristica supportato dalla Federazione russa“. Provocazione o progetto effettivo, il piano prevede la costruzione di un fossato, di una barriera di cemento sormontata da filo spinato e di torrette video di monitoraggio. L’infrastruttura, che secondo i voleri di Kiev dovrebbe svilupparsi lungo tutta la frontiera con la Russia, dovrebbe essere inizialmente realizzata in “aree scelte”, che pero’ non sono state indicate, e quindi estesa a tutto il confine. “I lavori inizieranno molto presto”, spiegava il colonnello, “e saranno realizzati tra il 2014 ed il 2015“. Kiev conta di finire iltutto in 6 mesi ma la complessa situazione nelle province di Donetsk e Lugansk rischia di rendere l’obiettivo di non facile realizzazione. Quanto ai finanziamenti, si partira’ con fondi pubblici e quindi, parole di Lysenko, “il progetto verra’ sostenuto da contributi internazionali”.

Cisgiordania – La barriera di separazione israeliana è un sistema di barriere fisiche costruito da Israele in Cisgiordania a partire dalla primavera del 2002 sotto il nome di security fence allo scopo d’impedire fisicamente l’intrusione dei terroristi palestinesi dopo la stagione degli attentati suicidi in Israele. Questa barriera, il cui tracciato di circa 700 km è stato ridisegnato più volte a causa delle pressioni internazionali, consiste in una successione di muri, trincee e porte elettroniche. Il progetto ha suscitato grande controversia. Nel 2004 la barriera è stata definita “illegale” dalla Corte Internazionale di Giustizia all’Aja.

Sahara occidentale -Il muro marocchino è una struttura difensiva della lunghezza superiore ai 2.720 km, costruita dal Marocco nel Sahara Occidentale, per proteggersi dalle azioni del Fronte Polisario. La struttura difensiva è a tutti gli effetti una zona militare dove sono stati costruiti bunker, fossati, reticolati di filo spinato e campi minati.

Arabia Saudita – Riad ha costruito un muro di cemento al confine con lo Yemen, equipaggiato con le più sofisticate e moderne apparecchiature elettroniche di sorveglianza. Il muro dovrebbe ‘proteggerè il paese dagli immigrati provenienti dallo Yemen. Il re saudita Abdallah ha anche annunciato la costruzione di quasi 900 chilometri di barriere e posti di controllo a difesa dalle infiltrazioni jihadiste dello Stato Islamico dall’Iraq.

Cipro – Nei primi anni Sessanta le violenze tra turco e grecociprioti portarono ad un intervento dell’Onu e alla messa a punto di una linea del cessate il fuoco. Le forze turche invasero ed occuparono la parte nord dell’isola nel 1974 dopo il golpe dei grecociprioti appoggiato dalla Grecia. Ciò che era conosciuta come la linea verde divenne una vera barriera con 180 chilometri di filo spinato, e una no man’s land di larghezza variabile, dai 3 metri nel centro della capitale ai 7,5 chilometri nel villaggio di Athienou. Il confine è stato riaperto nel 2003.

Ceuta e Melilla – Nelle due enclavi spagnole situate in territorio africano, oltre lo Stretto di Gibilterra sono state edificate due barriere di filo spinato – rispettivamente di 8,2 Km e 12 Km – al confine con la Spagna per bloccare l’accesso in massa degli immigrati che vogliono raggiungere l’Ue. Costruite alla fine degli anni Novanta, da allora sono state innalzate fino a raggiungere l’altezza di 6 metri.

Usa-Messico – Il confine tra i due paesi è lungo 3. 200 km. Il governo americano ha costruito una barriera lungo un terzo del percorso per bloccare l’immigrazione dal Messico ed altri paesi dell’America centrale. Le prime barriere sono comparse nel 1991 ma nel 1994 gli Stati Uniti hanno ufficializzato il rafforzamento delle operazioni di sorveglianza ed hanno ampliato il muro nel quadro della Operation Guardian.

India-Pakistan – La linea di demarcazione militare che divide India e Pakistan è chiamata “Linea di Controllo”, si estende per 3300 chilometri e dal 1949 divide la regione del Kashmir in due zone: quella sotto il controllo indiano e quella sotto il controllo pakistano. A partire dal 1990 l’India ha iniziato a costruire dal suo lato una barriera di separazione, completata nel 2004.

Corea – La Zona demilitarizzata coreana (o ZDC) è una striscia di terra che attraversa la Penisola Coreana e serve come zona cuscinetto tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Essa divide la Penisola in due parti, attraversa il 38º parallelo, precedente confine tra i due stati. È lunga 248 km e larga 4 km, ed è il confine più armato del mondo. La Zona fu stabilita alla fine della guerra di Corea.

Irlanda del nord – Le Peace Lines sono una serie di muri di separazione situati principalmente nella città di Belfast e di Derry. Hanno una lunghezza variabile (fino ai 4 km) e separano le zone in cui risiedono i cattolici quelle in cui risiedono i protestanti. I primi tratti di muro furono costruiti nel 1969 in seguito allo scoppio dei cosiddetti Troubles, la fase più recente del conflitto nordirlandese. I residenti di Short Strand, una parte cattolica di East Belfast, per difendersi dagli attacchi dei lealisti crearono dei muri di protezione che furono in seguito rinforzati e ai quali si aggiunsero nuovi tratti di barriere fino a raggiungere gli attuali 15 km di lunghezza. Negli ultimi anni sono diventati una sorta di attrazione turistica.