Sono quaranta nomi di giudici, avvocati, giuristi tra i più significativi del mondo della giustizia britannico quelli che sottoscrivono una lettera spedita al quotidiano conservatore Telegraphper spiegare che “non esistono alternative credibili al Mandato d’Arresto Europeo, senza il quale la Gran Bretagna diventerà un “rifugio sicuro” per criminali e latitanti stranieri, mentre“il ricorso alle vecchie leggi sull’estradizione internazionale sarebbe lento e inefficace”.“Ora andiamo avanti”, è stato il primo commento del premier conservatore, parlando da Downing Street

“Il voto a favore del mantenimento del Mandato d’Arresto Europeo andrebbe nel senso di una maggior sicurezza e di una giustizia penale equa ed effettiva” sostengono gli estensori della missiva, per i quali “la Gran Bretagna avrà voce nella riforma europea della cooperazione internazionale in materia di giustizia penale solo se resterà parte del sistema”.

E proprio in queste ore il voto in Parlamento è stato annunciato per il prossimo lunedì. L’opzione, prevista dal Protocollo 36 del Trattato di  Lisbona, va esercitata dagli inglesi entro il 1° dicembre.

Il Primo Ministro, David Cameron, e Theresa May, il ministro dell’Interno, sostengono di avere già apportato importanti modifiche al mandato d’arresto per permettere alle istituzioni britanniche di respingere richieste di estradizione di cittadini britannici se giudicate prive di validità, e sottolineano che polizia e servizi di sicurezza hanno bisogno del mandato perché, se non ci fosse, è probabile che troppi delitti, anche gravi (terrorismo o pedofilia per citarne alcuni), commessi in Gran Bretagna, resterebbero impuniti.

Non sembrano tuttavia tranquillizzati i nemici del Mandato, come l’Ukip di Farage e un folto gruppo di parlamentari conservatori senza incarichi nell’attuale governo, che vedono come fumo negli occhi tutto ciò che ha una patina europea: in questo caso, probabilmente, più per convenienza elettorale che per reale convinzione.

Cameron si trova quindi in imbarazzo: accusato di non dimostrare un’autentica “spina dorsale euroscettica” da una parte e, dall’altra, di cedere a dannose pretese populiste, costretto ad affidarsi ad una maggioranza composta non di soli conservatori e liberal-democratici ma anche di laburisti.

Per sua consolazione è appena uscito un sondaggio sull’argomento di YouGov, che ha raccolto i pareri di elettori di tutti i partiti: il 56% ritiene che la Gran Bretagna dovrebbe mantenere il Mandato a fronte di un 18% che si dichiara contrario. Tra i favorevoli il 63% dei laburisti e dei conservatori, il 68% dei liberal-democratici e, sorpresa, anche il 42% degli elettori dell’Ukip.

Un memento per le sparate antieuropee di Farage, ma anche per quelle di Beppe Grillo.