Keira Knightley non ci sta più. L’attrice 29enne, più volte candidata agli Oscar, ai Bafta e ai Golden Globe, nonché testimonial di Chanel, non vuole più essere “ritoccata”. Il suo seno non è prosperoso, questo è noto, e Knightley non vuole più che alle fotografie del suo corpo venga applicata la “magia” di Photoshop. Basta ritocchi, quindi, così ha spiegato al Times parlando di un suo nuovo servizio fotografico, in topless, su Interview Magazine. “Ho visto il mio corpo manipolato talmente tante volte e per diverse ragioni, sia dai paparazzi che nei poster per i film”, ha detto. Aggiungendo che, con il magazine, è stata chiara: “OK, sono d’accordo nel fare le fotografie in topless, ma a patto che non facciate il mio seno più grande o lo ritocchiate. Perché è molto importante dire che veramente non importa quali siano le tue forme”.

Knightley, diventata famosa per “Sognando Beckham“, “La maledizione della prima luna” e “Orgoglio e pregiudizio”, non è nuova a lotte ideologiche che sono soprattutto lotte per il pieno riconoscimento dei corpi delle donne. Di tutte le donne. All’inizio di novembre, parlando con Net-a-Porter, aveva detto di essere “stufa in quanto femminista” che le pellicole cinematografiche abbiano come protagonisti solamente uomini bianchi di mezza età. E che alle donne, aveva aggiunto, venga chiesto di fare cose che agli uomini non viene invece domandato, come recitare in scene di sesso gratuito e violenza priva di senso. “Stiamo dicendo da tempo che ci vuole la liberazione sessuale”, ha detto, “ma non la facciamo. Questo mi confonde”.

Parlando invece del servizio per Interview Magazine, Knightley ha parlato di “corpi delle donne che sono un terreno di battaglia e i fotografi sono in parte da incolpare”. Troppe volte, e troppo spesso gratuitamente e senza alcuna ragione nobile, le immagini delle donne vengono allargate, diminuite, gonfiate o piallate, stiracchiate e abbellite, offuscate e patinate. Insomma, questo a Knightley – una delle donne più desiderate nel Regno Unito, stando ai sondaggi – proprio non va giù, allora ben vengano fotografie con il suo seno piccolo e per nulla rispondente ai canoni delle pubblicità e dei book fotografici delle celebrità.

Come ricorda la stampa britannica, nel 2004 la sua immagine fu “distorta” per il poster di King Arthur. Il suo seno venne ingrandito, non di tanto ma comunque venne reso più “comune”. Per quelle foto, si dice alle cene di gala delle star, Knightley si arrabbiò, per poi iniziare a reclamare il suo diritto ad apparire esattamente come è. Una cosa l’attrice dice da tempo: “La nostra società ora è troppo fotografica, è molto difficile vedere la varietà di forme che ci contraddistingue”. Un immaginario quindi omologante e omologato, contro il quale la 29enne ora si scaglia. Il fenomeno, dice, è anche dovuto alla “pigrizia” dei fotografi, che non riescono a mettere in risalto, senza accorgimenti tecnici e di manipolazione digitale, le vere forme delle donne. La rivoluzione dell’immagine, dopo anni in cui schiere di attrici, cantanti e celebrità hanno avuto fortuna proprio grazie a Photoshop, potrebbe quindi presto partire grazie a un’attrice che cominciò dando calci a un pallone e aiutando una ragazza indiana, immigrata a Londra, a sognare di essere come Beckham.